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SCUOLA DI DANZA POPOLARE

"La danza è la madre delle arti.
Musica e poesia si determinano nel tempo,
le arti figurative e l’architettura nello spazio:
la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio.
In essa creatore e creazione, opera e artista, fanno tutt’uno”
Curt Sachs, Storia della danza
Avvicinarsi al piacere e alla gioia della danza, attraverso brani e ritmi carichi di vita e di storie, di colori e culture differenti tra loro. Danzando si percorre la geografia dei paesi e la storia delle società, si viaggia per ricercare le radici del ritmo e della relazione nel corpo fisico e nel movimento, esercitando le capacità di ascolto di sé, dell’altro e del gruppo tramite il passo, la voce e l’orecchio, sviluppando le capacità propriocettive; riscoprendo le potenzialità di comunicazione fisico-emotiva di danze e suoni delle tradizioni che culturalmente sacralizzano la comunità come luogo di condivisione.
Preparatevi a un viaggio in punta di piedi dal Sud Italia alla Francia, dalla Spagna alla Grecia, con puntate in Irlanda e nell'Europa dell'Est...
I corsi di danza tradizionale di Arci Tavola Tonda sono condotti da Barbara Crescimanno

SCUOLA DI MUSICA POPOLARE

Secondo quanto affermato dall’UNESCO a Parigi nel 1989,
rivolgendosi ai Governi dei Paesi membri:
«la cultura tradizionale e popolare fa parte del patrimonio universale dell’umanità,
[essa] è un potente mezzo di riavvicinamento dei diversi popoli e gruppi sociali
e di affermazione della loro identità culturale»
La musica è una tra le forme privilegiate all’interno del processo comunicativo umano. Essa racchiude in sé simboli, concetti e oggetti prodotti da una cultura in uno spazio e in un tempo, e può essere assunta come paradigma attraverso cui poter leggere una cultura.
Cosa intendiamo per ‘popolare’? Da un lato, la possibilità di accedere per tutte e tutti alle lezioni e, dall’altro, il porre l’attenzione sugli strumenti e i ritmi della tradizione popolare siciliana e del Mediterraneo.
I corsi della Scuola di Musica Popolare sono: Tamburo a Cornice, Flauto Traverso, Organetto, Fisarmonica, Violino, Mandolino, Tecnica Vocale, Coro, Chitarra.

SCUOLA DI DANZA POPOLARE

"La danza è la madre delle arti.
Musica e poesia si determinano nel tempo,
le arti figurative e l’architettura nello spazio:
la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio.
In essa creatore e creazione, opera e artista, fanno tutt’uno”
Curt Sachs, Storia della danza

SCUOLA DI MUSICA POPOLARE

Secondo quanto affermato dall’UNESCO a Parigi nel 1989, rivolgendosi ai Governi dei Paesi membri:
«la cultura tradizionale e popolare fa parte del patrimonio universale dell’umanità, [essa] è un potente mezzo di riavvicinamento dei diversi popoli e gruppi sociali e di affermazione della loro identità culturale».
Avvicinarsi al piacere e alla gioia della danza, attraverso brani e ritmi carichi di vita e di storie, di colori e culture differenti tra loro. Danzando si percorre la geografia dei paesi e la storia delle società, si viaggia per ricercare le radici del ritmo e della relazione nel corpo fisico e nel movimento, esercitando le capacità di ascolto di sé, dell’altro e del gruppo tramite il passo, la voce e l’orecchio, sviluppando le capacità propriocettive; riscoprendo le potenzialità di comunicazione fisico-emotiva di danze e suoni delle tradizioni che culturalmente sacralizzano la comunità come luogo di condivisione.
Preparatevi a un viaggio in punta di piedi dal Sud Italia alla Francia, dalla Spagna alla Grecia, con puntate in Irlanda e nell'Europa dell'Est...
I corsi di danza tradizionale di Arci Tavola Tonda sono condotti da Barbara Crescimanno
La musica è una tra le forme privilegiate all’interno del processo comunicativo umano. Essa racchiude in sé simboli, concetti e oggetti prodotti da una cultura in uno spazio e in un tempo, e può essere assunta come paradigma attraverso cui poter leggere una cultura.
Cosa intendiamo per ‘popolare’? Da un lato, la possibilità di accedere per tutte e tutti alle lezioni e, dall’altro, il porre l’attenzione sugli strumenti e i ritmi della tradizione popolare siciliana e del Mediterraneo.
Durante l'anno gli allievi e le allieve seguiranno le lezioni di strumento e gli incontri di musica d'insieme, propedeutici all'ingresso nell'Orchestra Popolare di Arci Tavola Tonda.
I corsi della Scuola di Musica Popolare sono: Tamburo a Cornice, Flauto Traverso, Organetto, Fisarmonica, Violino, Mandolino, Tecnica Vocale, Coro, Chitarra.
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CHORÓS. Danze, Voci e Ritmi del Sud Italia

Alle origini della tradizione teatrale occidentale sta il coro greco, un ‘personaggio collettivo’ che in onore di Dioniso, dio dell’ebbrezza, si muove, danza, canta all’unisono.
Il coro della tragedia del periodo classico è nato sull’archetipo dei cori di Ninfe e Muse, da cui derivano anche i cori iniziatici di adolescenti e giovani donne e uomini del mondo greco arcaico.
Nel Sud Italia e in Sicilia le più antiche attestazioni archeologiche riguardanti la danza e la musica sono legate al mondo rituale delle dee, delle loro sacerdotesse e offerenti, e, fino al secolo scorso, il tamburo a cornice era uno strumento rituale prettamente femminile (vedi Atlante del tamburo a cornice in area Euromediterranea).
Chiunque oggi voglia studiare arti performative, teatro, canto, percussioni, danza, è a queste radici che deve guardare, ad un mondo in cui ciò che oggi è separato in discipline differenti nasceva intrecciato insieme.

Il percorso di formazione proposto, della durata di due anni, è suddiviso in due lezioni settimanali che prevedono insegnamenti:
- sul movimento ritmico relativo alle coreutiche del Sud Italia e su tecniche di respiro e vocalità, con elementi introduttivi alla pedagogia del gruppo e del movimento;
- sulle tecniche sul tamburo a cornice.

Il percorso coreutico e quello percussivo si svilupperanno parallelamente: sarà affrontato contemporaneamente lo stesso repertorio dal punto di vista del ritmo dei passi e della tecnica sul tamburo.

Agli appuntamenti settimanali si affiancheranno incontri intensivi di approfondimento, a cadenza mensile, sulle numerose tematiche affrontate durante il percorso di studio, sia ‘tecniche’ che teoriche.
Qui il percorso completo...

L'ORCHESTRA POPOLARE

L’Orchestra di Arci Tavola Tonda nasce nel 2010 - con docenti, allieve e allievi della Scuola di Musica Popolare - e dal 2017 è stata ripetutamente diretta da Ambrogio Sparagna.

In formazione ridotta, che comunque comprede 13 elementi, conduce delle vivacissime feste a ballo e suona stabilmente per i festeggiamenti del 25 Aprile a Palermo.
La Piccola Orchestra di Arci Tavola Tonda, coordinata da Michele Piccione, è stata invitata a partecipare ad alcuni dei più importanti festival europei di danze tradizionali, tra cui il Gran Bal Trad di Vialfrè (TO), Andanças e Tradidanças in Portogallo.

LA LIUTERIA POPOLARE

Chitarre, violini, strumenti a plettro, nel nostro laboratorio non ci facciamo mancare niente...

Il laboratorio di liuteria è il risultato di un progetto che ha formato dieci artigiani e artigiane capaci di riparare, restaurare, costruire strumenti acustici, con particolare attenzione verso quelli di tradizione, in un contesto in cui tale arte ormai si sta rapidamente perdendo. Due degli allievi del gruppo originario al termine della formazione sono divenuti i responsabili della Liuteria Popolare di Arci Tavola Tonda
Veniteci a trovare ai Cantieri Culturali alla Zisa!

LA SALA REGISTRAZIONE

Lo Studio di Registrazione di Arci Tavola Tonda è dedicato al grande musicista palermitano Giuseppe Leopizzi.

Una sala di ripresa di circa 20 mq e una regia poco più piccola, che si affaccia anche sul grande palco della sala concerti per registrare ensemble più larghi, insieme a tutti gli altri comfort del circolo Arci - dalla caffetteria ai divani, dalla liuteria alla sala prove - permettono di concentrarsi completamente nel processo creativo e rendono l'esperienza della registrazione un vero piacere.
Provare, è il caso di dirlo, per credere...

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La rassegna SPONDE SONORE è giunta ormai alla quarta edizione e si articolerà da luglio a ottobre 2021 presso i Cantieri Culturali alla Zisa a Palermo.

Questi sono un’ex area industriale di 55 mila mq, sottoposta a vincolo architettonico dalla Soprintendenza Regionale BBCCAA, che ha avuto un ruolo centrale tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Nelle ex Officine Ducrot, infatti, luogo storico dell’innovazione, furono realizzati mobili in legno e metallo in stile liberty disegnati dall’architetto palermitano Ernesto Basile e, in seguito, nella stessa area l’Aeronautica Sicula ha prodotto gli aerei progettati dall’ingegnere visionario Giovanni Battista Caproni. Oggi un coordinamento di 38 organizzazioni pubbliche e private (alcune delle quali raggruppate in un’Organizzazione di Comunità: ETS Cantieri Culturali alla Zisa) ha la governance di questo luogo ad alta densità di creatività. Spazi espositivi, spazi per la formazione, per attività teatrali, musicali, cinematografiche e per iniziative di comunità propongono un’offerta culturale che ha animato tutti i giorni dell’anno, fino all'inizio della pandemia, i Cantieri Culturali alla Zisa coinvolgendo centinaia di migliaia di spettatori/fruitori (cfr Bilanci di attività 2018 e 2019 su https://www.cantiericulturalizisa.it/spazi-e-comunita/).

L'offerta artistica proposta si muoverà nel solco della musica contemporanea e d'autore e, come si evince dal nome stesso della rassegna, punta a offrire un ventaglio di suoni, stili, generi e a far incontrare generazioni di artiste e artisti che hanno messo in moto processi di innovazione, rielaborazione e interpretazione della tradizione musicale italiana e internazionale: ci riferiamo a Daniele Sepe con il suo sincretismo tra tradizione e jazz, a Ginevra Di Marco che ha reinterpretato, magnificamente, prima la canzone "sociale" e poi quella d'autore, alla formazione e produzione eclettica di Francesco Bearzatti, sassofonista tra i più quotati in Italia, a Olivia Trummer, tedesca di nascita ma milanese d'adozione, che ha al suo attivo 8 album e a Joscho Stephan, virtuoso e maestro indiscusso della chitarra manouche.
Accanto a questi nomi di sicuro richiamo, il resto dell'offerta in programma punta sia sulla valorizzazione di giovani artiste e artisti, dalla storia e dalla provenienza geografica differenti, che su artiste e artisti siciliani, di stanza nell'isola o meno, la cui qualità è indiscussa e che godono di un grande seguito in ambito locale.
Nel primo caso includiamo gli Still Life, progetto parallelo della giovane cantante della Barcelona BalKan Gipsy Orchestra Margherita Abita, la piemontese Valentina Nicolotti, il cui disco Calicantus uscito a fine 2020 ha avuto splendide recensioni, i Lyradanz con il loro repertorio di composizioni originali con influenze dal folk italiano ed europeo, Rocco Nigro e Rachele Andrioli, la cui proposta mette insieme le sonorità della Notte della Taranta con la poetica di Pasolini, il trio ViolaContraKora, che unisce le sonorità africane e la musica classica e popolare europea. Legati invece al contesto locale avremo le performance di MatrimiaTrizziRiDonna e LassatilAbballari conosciutissimi e stimatissimi a Palermo e Eleonora Bordonaro, catanese ma trasferitasi a Roma, con la sua musica d'autore in lingua siciliana.
A concludere questo viaggio, due incursioni nel mondo dell'elettronica: Passepartout Duo, che combina sapientemente l’elettronica ambientale a una musica concreta prodotta da strumenti artigianali (una lira elettrica, un glockenspiel realizzato con i tasti amplificati di un piccolo pianoforte, un’amadinda di legno e un mini vibrafono, tutti strumenti riciclati da materiali trovati per strada) e il duo napoletano formato da Renato Fiorito e Antonio Raia in cui sax tenore è il protagonista assoluto del progetto, suonato senza sovrastrutture né filtri, in modo viscerale, vibrante, scarno e poetico, e che sembra incarnare sia nei momenti più esplosivi e vulcanici sia in quelli più pacati e riflessivi la bellezza struggente e disperata della metropoli partenopea.

Clicca qui per tutti i dettagli della rassegna.

DOVE SIAMO

Arci Tavola Tonda si trova a Palermo presso il Padiglione 18A dei Cantieri Culturali alla Zisa - un'area di 25mila mq di capannoni di archeologia industriale cui si accede da Via P. Gili n. 4.

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