

I laboratori del Festival Sponde Sonore sono incontri introduttivi al mondo culturale, musicale e rituale del Meridione italiano, porta del Mediterraneo. Ogni docente ci guiderà in un percorso di avvicinamento, di riscoperta, e - speriamo - di riappropriazione della cultura delle generazioni passate: di quelle ‘native’ e ‘nativi’ del Sud del mondo di cui siamo discendenti, per intrecciare nuovamente passato e presente.
Accanto a workshop che si concentrano su un singolo aspetto o una singola tecnica di questo mondo culturale, abbiamo inoltre deciso di dare spazio a workshop multidisciplinari (MD) in cui ritmo, movimento e canto non vengono affrontati come parti separate, ma come frammenti di un insieme vivo, come tessuti in connessione in cui i differenti aspetti di questo unicum si sostengono e nutrono vicendevolmente, curando anche e soprattutto le relazioni umane tra chi canta, chi danza e chi suona.
Ai workshop multidisciplinari si potrà però scegliere: partecipare dedicandosi a un solo ‘strumento’ preferito (voce, danza, percussione) e interagendo attraverso di esso con l’intero gruppo, oppure, se si vuole, giocare con più ‘strumenti’ contemporaneamente (cantando e suonando, per esempio), a seconda delle proprie competenze tecniche.
Nella presentazione di ogni singolo workshop è indicato il livello di competenza richiesta alle/ai partecipanti.
Costo singolo laboratorio: 40 euro.
Costo laboratorio di Costruzione del tamburo a cornice: 100 euro (incluso il tamburo realizzato).
Abbonamento completo al Festival:
160 euro (early bird fino al 7 agosto 2026 e under 35 anni)
INTERO: 200 euro.
L’abbonamento include la partecipazione a tutti i laboratori e a tutti i concerti, esclusi: il concerto di Ambrogio Sparagna (1 settembre), il workshop di Costruzione del tamburo.
IL TAMBURO A CORNICE

martedì 1 (17.30/19) e mercoledì 2 (16/17.30)
Livello base - principianti
In Sicilia, così come in altre parti del meridione d’Italia, esistevano ed esistono tecniche esecutive sul tamburello che si differenziano in femminili e maschili. Le tecniche femminili “a la fimminedda”, legate al mondo delle suonatrici (anche se potevano essere eseguite pure da suonatori di sesso maschile), si configurano con pattern e figure ritmiche essenziali, ripetitive e quasi ipnotiche. Esse derivano da un uso rituale dello strumento, prerogativa delle donne: le strutture ritmiche e le tecniche dovevano dunque adeguarsi alla formula reiterativa del rito.
I movimenti inscrivibili all’interno di queste tecniche, seppur con delle microvarianti, sono essenzialmente di tre tipologie:
Dita – pollice – dita
Dita – dita – pollice (con accento sul secondo movimento della terzina)
Pollice – dorso – dita (con rotazione della mano)
Durante il workshop si prenderanno in esame questi tre movimenti e si cercherà di creare un pattern ritmico utilizzabile per accompagnare suonate come Balletti, Contraddanze e Tarantelle.
Questo laboratorio è, per le/i neofitə, propedeutico a quello sulla tecnica maschile.
La pratica sul tamburo a cornice è presente anche nei workshop multidisciplinari (MD) condotti da Mattia Dell'Uomo, Barbara Crescimanno, Selena Sacco, Hiram Salsano e Alessia Tondo.
LE DANZE

giovedì 3 (11/13.30)
Livello base/intermedio
Le cosiddette Tarantelle del sud Italia nascono da una radice rituale condivisa, una ‘famiglia coreutica’ che oggi prende forma nei cerchi di danza delle culture del Meridione e che mostra una matrice musicale comune.
In Sicilia sopravvivono ancora alcune forme di tarantella che possono definirsi tradizionali a tutti gli effetti: il Ballettu dei Peloritani, la Tarantella scherma, la danza dei pecorai. Accanto a queste troviamo la più moderna Contraddanza (danza rituale collettiva, praticata ancora nei momenti di passaggio come i matrimoni e il Carnevale), anch’essa talvolta chiamata ‘tarantella’.
Il focus del laboratorio sarà sulla danza di coppia dei Peloritani, sull’impulso ritmico-percussivo dei passi, su figure e varianti, sui differenti stili coreutici maschile e femminile, sulle dinamiche di coppia all’interno della rota.
Per chi volesse approfondire il legame tra danza e strumenti, vi suggeriamo di assistere al workshop di tamburo a cornice su zampogna, in cui si lavorerà sulla relazione tra i due strumenti che supportano la danza.
La pratica sulla danza è presente anche nei workshop multidisciplinari (MD) con Mattia Dell'Uomo e Selena Sacco
IL CANTO

venerdì 4 (11/13.30)
Livello base - principianti
Da sempre il canto ha accompagnato il lavoro nei campi per mantenere il ritmo e alleviare le fatiche. Anche in Sicilia, in particolare durante le raccolte, eseguite rigorosamente a mano fino all’avvento della meccanizzazione agricola, innumerevoli canti venivano intonati nelle lunghe giornate di lavoro, rappresentando una delle più caratterizzanti espressioni corali della civiltà contadina dell’isola. Ogni 'opra di uomini all’antu' diveniva un vero e proprio coro articolato in voci di prima, di secunna, bassu, schigghia o altarinu, in cui voci soliste si alternavano accompagnate da un impianto armonico specifico per ogni diversa tipologia.
Durante il laboratorio verranno studiati canti di lavoro, in particolare chianota e nuciddara, appresi da Giorgio Maltese direttamente dalla voce degli ultimi cantori. Si analizzeranno le linee melodiche delle voci soliste e le armonie che costituiscono l’accompagnamento
La pratica sul canto continua anche nei workshop multidisciplinari (MD) con Hiram Salsano e Alessia Tondo.
FRAME DRUMS HERSTORIES*

Nell’immaginario contemporaneo del Sud Italia il tamburo a cornice è uno strumento maschile. Eppure, dall’VIII sec. a.C. e fino alla fine dell’800 - duemilacinquecento anni - il tamburo è stato uno strumento femminile, e solo nel secolo precedente al nostro gli uomini hanno iniziato a suonarlo fino - sostanzialmente - a prendere la scena.
Le donne hanno smesso di suonare? No, o almeno non del tutto e non dovunque.
Ma preferiscono suonare in privato, o hanno poco spazio pubblico, oppure meno palchi, e quasi nessun contesto di trasmissione; questo nonostante chi performa, chi insegna, chi racconta e tramanda il mondo del tamburo a cornice tradizionale sia figlio, nipote o erede di una tamburellista.
E se questo strumento non fosse - soltanto - potenza, performance, competizione, energia da palco? Se volessimo ascoltare e condividere - anche - storie di relazioni umane, di delicatezza e ascolto? Se volessimo non solo acquisire una tecnica in più, ma approfondire una connessione (con lo strumento e con altrə che suonano con noi)?
Frame Drum HerStories vuole ricreare spazi ‘altri’ dedicati al tamburo a cornice, in cui recuperare, raccontare e condividere l’immenso patrimonio musicale, coreutico, artistico, storico, antropologico, iconografico, politico-sociale e UMANO legato alla storia di uno strumento musicale tra i più antichi e diffusi fin dalla protostoria, che appare fortemente intrecciato alla storia e alla cultura legate al femminile e alle figure non binarie.
Il tamburo a cornice nasce legato a pratiche sacre e culti femminili - le cui origini sembrano avere tratti comuni in tutta l’area mediterranea - e subiscono trasformazioni profonde fino ad arrivare ad oggi. La millenaria storia di questo strumento è uno specchio delle trasformazioni delle culture e delle società durante i secoli, e delle parallele metamorfosi del ruolo della donna e delle identità non binarie al loro interno. Vogliamo, quindi, aiutare a ricostruire un punto di vista ‘altro’ sul mondo, offrire contro-narrazioni e rappresentazioni alternative al mainstream, ricucire insieme le tracce di racconti antichi nascoste in filigrana tra le righe della narrazione ufficiale; tracce che, una volta messe insieme con paziente lavoro di tessitura, mostrano una struttura coerente e illuminante che può essere esempio, punto di riferimento, di ri-partenza e di empowerment anche per le giovani generazioni.
*“Herstory” è un neologismo inglese affermatosi negli anni Settanta del Novecento, e nasce dal gioco di parole con cui history diventa his-story, per criticare la storiografia convenzionale, dominata dagli uomini e narrata dal punto di vista esclusivamente maschile. Coniato da Robin Morgan, il termine promuove una rilettura della storia che riconosca il ruolo negato e l’apporto dato in tutti gli ambiti da parte di donne, persone queer e soggettività storicamente marginalizzate. Nel 2017 è stato anche lanciato “The Herstory Movement”, con la creazione di una piattaforma online (https://www.herstory.ie/home).
** Sulla base delle fonti storiche e antropologiche, sappiamo che in diverse società esistono e sono esistite figure che non rientrano pienamente in una rigida distinzione di genere o categorizzazione binaria così come la intendiamo oggi.
*** Per una storia del tamburo a cornice: FRAME DRUM ATLAS
Laboratorio di introduzione alle pratiche corali: ritmo sul tamburo, movimento coreutico e voce
martedì 1 (19/20.30)
Aperto a tuttə
Il cerchio è tra le più arcaiche strutture di condivisione del movimento, del canto e del ritmo. Sia come forma metaforica che come forma concreta, è nel cerchio che nascono la comunità e la comunicazione - sia essa FISICA, VOCALE o RITMICA.
Queste tre modalità d'espressione s'intrecciano in maniera inestricabile: la vocalità è il principio di ogni forma di comunicazione che diverrà canto e poi parola; il ritmo è alla base del movimento e della percussione sonora.
TUTTO NASCE DAL CORPO (dal battito cardiaco, dal movimento del passo, dalla respirazione che diventa suono) E DALLA RELAZIONE (tra le madri e i piccoli, tra giovani e adulti, tra le donne e gli uomini, tra esseri umani e Cosmo...).
Attraverso il canto, la musica e il ritmo abbiamo iniziato il lunghissimo processo che ci sta ancora “trasformando” in esseri umani. Attraverso propriocezione, movimento e suono condivisi abbiamo creato il senso del sé e il senso dell'appartenenza a un gruppo e abbiamo iniziato il percorso che ha portato alla nascita della coscienza.
A partire dal corpo, quindi, lavoreremo sulla percezione fisica, sulla postura verticale e sull'utilizzo del passo e del movimento degli arti come mezzo di relazione; sulla respirazione e sulla capacità di produrre suoni articolati, melodici e ritmici; sull'utilizzo del corpo come percussione, sul tamburo a cornice come prolungamento fisico del nostro corpo.
La combinazione di queste esperienze fisiomotorie ed espressive porterà infine a gestire simultaneamente ritmi, suoni e movimenti in un insieme poliritmico.
Il workshop lavora sull’espressione artistica corale; la creazione di un contesto accogliente di confronto e supporto reciproco permetterà anche chi non ha (ancora) mai danzato, cantato o suonato un tamburo di partecipare pienamente.
Il laboratorio è dunque aperto a tuttə senza distinzioni di età o di precedente esperienza su percussioni, canto o danza: il lavoro di gruppo sarà organizzato in semplici poliritmie in cui ciascuna/o lavorerà al proprio livello di competenza (canora, coreutica, ritmica).
I DOCENTI DEI LABORATORI








