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I laboratori del Festival Sponde Sonore sono incontri introduttivi al mondo culturale, musicale e rituale del Meridione italiano, porta del Mediterraneo. Ogni docente ci guiderà in un percorso di avvicinamento, di riscoperta, e - speriamo - di riappropriazione della cultura delle generazioni passate: di quelle ‘native’ e ‘nativi’ del Sud del mondo di cui siamo discendenti, per intrecciare nuovamente passato e presente.
Accanto a workshop che si concentrano su un singolo aspetto o una singola tecnica di questo mondo culturale, abbiamo inoltre deciso di dare spazio a workshop multidisciplinari (MD) in cui ritmo, movimento e canto non vengono affrontati come parti separate, ma come frammenti di un insieme vivo, come tessuti in connessione in cui i differenti aspetti di questo unicum si sostengono e nutrono vicendevolmente, curando anche e soprattutto le relazioni umane tra chi canta, chi danza e chi suona.
Ai workshop multidisciplinari si potrà però scegliere: partecipare dedicandosi a un solo ‘strumento’ preferito (voce, danza, percussione) e interagendo attraverso di esso con l’intero gruppo, oppure, se si vuole, giocare con più ‘strumenti’ contemporaneamente (cantando e suonando, per esempio), a seconda delle proprie competenze tecniche.
Nella presentazione di ogni singolo workshop è indicato il livello di competenza richiesta alle/ai partecipanti.

Costo singolo laboratorio: 40 euro.
Costo laboratorio di Costruzione del tamburo a cornice: 100 euro (incluso il tamburo realizzato).
Abbonamento completo al Festival:
160 euro (early bird fino al 7 agosto 2026 e under 35 anni)
INTERO: 200 euro.
L’abbonamento include la partecipazione a tutti i laboratori e a tutti i concerti, esclusi: il concerto di Ambrogio Sparagna (1 settembre), il workshop di Costruzione del tamburo.

IL TAMBURO A CORNICE

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martedì 1 (17.30/19) e mercoledì 2 (16/17.30)
Livello base - principianti

In Sicilia, così come in altre parti del meridione d’Italia, esistevano ed esistono tecniche esecutive sul tamburello che si differenziano in femminili e maschili. Le tecniche femminili “a la fimminedda”, legate al mondo delle suonatrici (anche se potevano essere eseguite pure da suonatori di sesso maschile), si configurano con pattern e figure ritmiche essenziali, ripetitive e quasi ipnotiche. Esse derivano da un uso rituale dello strumento, prerogativa delle donne: le strutture ritmiche e le tecniche dovevano dunque adeguarsi alla formula reiterativa del rito.

I movimenti inscrivibili all’interno di queste tecniche, seppur con delle microvarianti, sono essenzialmente di tre tipologie:
Dita – pollice – dita
Dita – dita – pollice (con accento sul secondo movimento della terzina)
Pollice – dorso – dita (con rotazione della mano)

Durante il workshop si prenderanno in esame questi tre movimenti e si cercherà di creare un pattern ritmico utilizzabile per accompagnare suonate come Balletti, Contraddanze e Tarantelle.
Questo laboratorio è, per le/i neofitə, propedeutico a quello sulla tecnica maschile.

La pratica sul tamburo a cornice è presente anche nei workshop multidisciplinari (MD) condotti da Mattia Dell'Uomo, Barbara Crescimanno, Selena Sacco, Hiram Salsano e Alessia Tondo.

LE DANZE

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giovedì 3 (11/13.30)
Livello base/intermedio

Le cosiddette Tarantelle del sud Italia nascono da una radice rituale condivisa, una ‘famiglia coreutica’ che oggi prende forma nei cerchi di danza delle culture del Meridione e che mostra una matrice musicale comune.
In Sicilia sopravvivono ancora alcune forme di tarantella che possono definirsi tradizionali a tutti gli effetti: il Ballettu dei Peloritani, la Tarantella scherma, la danza dei pecorai. Accanto a queste troviamo la più moderna Contraddanza (danza rituale collettiva, praticata ancora nei momenti di passaggio come i matrimoni e il Carnevale), anch’essa talvolta chiamata ‘tarantella’.
Il focus del laboratorio sarà sulla danza di coppia dei Peloritani, sull’impulso ritmico-percussivo dei passi, su figure e varianti, sui differenti stili coreutici maschile e femminile, sulle dinamiche di coppia all’interno della rota.

Per chi volesse approfondire il legame tra danza e strumenti, vi suggeriamo di assistere al workshop di tamburo a cornice su zampogna, in cui si lavorerà sulla relazione tra i due strumenti che supportano la danza.

La pratica sulla danza è presente anche nei workshop multidisciplinari (MD) con Mattia Dell'Uomo e Selena Sacco

IL CANTO

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venerdì 4 (11/13.30)
Livello base - principianti

Da sempre il canto ha accompagnato il lavoro nei campi per mantenere il ritmo e alleviare le fatiche. Anche in Sicilia, in particolare durante le raccolte, eseguite rigorosamente a mano fino all’avvento della meccanizzazione agricola, innumerevoli canti venivano intonati nelle lunghe giornate di lavoro, rappresentando una delle più caratterizzanti espressioni corali della civiltà contadina dell’isola. Ogni 'opra di uomini all’antu' diveniva un vero e proprio coro articolato in voci di prima, di secunna, bassu, schigghia o altarinu, in cui voci soliste si alternavano accompagnate da un impianto armonico specifico per ogni diversa tipologia.
Durante il laboratorio verranno studiati canti di lavoro, in particolare chianota e nuciddara, appresi da Giorgio Maltese direttamente dalla voce degli ultimi cantori. Si analizzeranno le linee melodiche delle voci soliste e le armonie che costituiscono l’accompagnamento

La pratica sul canto continua anche nei workshop multidisciplinari (MD) con Hiram Salsano e Alessia Tondo.

FRAME DRUMS HERSTORIES*

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Nell’immaginario contemporaneo del Sud Italia il tamburo a cornice è uno strumento maschile. Eppure, dall’VIII sec. a.C. e fino alla fine dell’800 - duemilacinquecento anni - il tamburo è stato uno strumento femminile, e solo nel secolo precedente al nostro gli uomini hanno iniziato a suonarlo fino - sostanzialmente - a prendere la scena. Le donne hanno smesso di suonare? No, o almeno non del tutto e non dovunque. Ma preferiscono suonare in privato, o hanno poco spazio pubblico, oppure meno palchi, e quasi nessun contesto di trasmissione; questo nonostante chi performa, chi insegna, chi racconta e tramanda il mondo
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Laboratorio di introduzione alle pratiche corali: ritmo sul tamburo, movimento coreutico e voce
martedì 1 (19/20.30)
Aperto a tuttə

Il cerchio è tra le più arcaiche strutture di condivisione del movimento, del canto e del ritmo. Sia come forma metaforica che come forma concreta, è nel cerchio che nascono la comunità e la comunicazione - sia essa FISICA, VOCALE o RITMICA.
Queste tre modalità d'espressione s'intrecciano in maniera inestricabile: la vocalità è il principio di ogni forma di comunicazione che diverrà canto e poi parola; il ritmo è alla base del movimento e della percussione sonora.
TUTTO NASCE DAL CORPO (dal battito cardiaco, dal movimento del passo, dalla respirazione che diventa suono) E DALLA RELAZIONE (tra le madri e i piccoli, tra giovani e adulti, tra le donne e gli uomini, tra esseri umani e Cosmo...).
Attraverso il canto, la musica e il ritmo abbiamo iniziato il lunghissimo processo che ci sta ancora “trasformando” in esseri umani. Attraverso propriocezione, movimento e suono condivisi abbiamo creato il senso del sé e il senso dell'appartenenza a un gruppo e abbiamo iniziato il percorso che ha portato alla nascita della coscienza.
A partire dal corpo, quindi, lavoreremo sulla percezione fisica, sulla postura verticale e sull'utilizzo del passo e del movimento degli arti come mezzo di relazione; sulla respirazione e sulla capacità di produrre suoni articolati, melodici e ritmici; sull'utilizzo del corpo come percussione, sul tamburo a cornice come prolungamento fisico del nostro corpo.
La combinazione di queste esperienze fisiomotorie ed espressive porterà infine a gestire simultaneamente ritmi, suoni e movimenti in un insieme poliritmico.
Il workshop lavora sull’espressione artistica corale; la creazione di un contesto accogliente di confronto e supporto reciproco permetterà anche chi non ha (ancora) mai danzato, cantato o suonato un tamburo di partecipare pienamente.
Il laboratorio è dunque aperto a tuttə senza distinzioni di età o di precedente esperienza su percussioni, canto o danza: il lavoro di gruppo sarà organizzato in semplici poliritmie in cui ciascuna/o lavorerà al proprio livello di competenza (canora, coreutica, ritmica).

I DOCENTI DEI LABORATORI

Barbara Crescimanno
Barbara Crescimannodanza, tamburo a cornice, canto
Ricercatrice indipendente, docente di danza e tecniche percussive presso Arci Tavola Tonda; coordina il gruppo di ricerca TrizziRiDonna in un percorso di ricerca sul rapporto tra musica, danza e femminino sacro, coordinando vari progetti nazionali e internazionali. Collabora con l'Università degli Studi di Palermo. È coordinatrice del progetto ‘Atlante del tamburo a cornice in area euromediterranea’ (www.mediterraneanmusicatlas.it) ed è tra le socie fondatrici di Preistoria in Italia e referente per la Sicilia del sito www.preistoriainitalia.it. Nel 2018 è stata consulente scientifica e coreografa per Marco Bellocchio, per le danze della scena iniziale del lungometraggio ‘Il traditore’ (Festival di Cannes, 2019). Ha collaborato con David Riondino per il documentario ‘La musica di Calatafimi’ (Teatro Biondo, Palermo 2015). Ha collaborato con S.A.C. (Società Arte Cultura) per la realizzazione di ‘Sulle orme dei suoni - Gli strumenti musicali tradizionali in Sicilia oggi’ (MiBAC Cinema, Regione Sicilia, Sicilia Film Commission, Cinesicilia). Dal 2005 ad oggi conduce laboratori sulle danze tradizionali italiane ed europee e sulla relazione tra danze tradizionali e il teatro/danza contemporaneo: Tabor Festival (Szczebrzeszyn, Lublino, Polonia); La Liviniére(Francia); Festival dell’Oralità popolare (Torino); Folkaos (Milano); Zentrum für Tanz und Bewegung (Bochum, Germania); School of Music (Lexington, University of Kentucky USA); Associazione Trettempi (Firenze); Gran Bal Trad (Vialfré TO), Weld Company (Stoccolma, Svezia).
Michele Piccione
Michele Piccionetamburo a cornice
Musicista polistrumentista, etnomusicologo, didatta. Inizia a studiare musica fin dall’età di sei anni. Si laurea in Beni Demoetnoantropologici nel 2005 e da allora l’etnomusicologia teorica e applicata allo studio e all’uso di strumenti provenienti da diverse parti del mondo diventano il focus della propria attività artistica. L’ampia varietà di strumenti etnici suonati - oltre quaranta - lo porta ad avere collaborazioni con illustri nomi del panorama cinematografico, musicale e teatrale nazionale ed internazionale quali Ennio Morricone, Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Roberto Andò, Eugenio Bennato, Mario Incudine, Alfio Antico, Ambrogio Sparagna, Stefano “Cisco” Bellotti, Zohra Lajnef, Pierre Vaiana, Salvatore Bonafede, Carlo Rizzo, Gioele Dix, Salvo Piparo, Ludovico Caldarera. È fondatore e leader della band di world music LassatilAbballari, con la quale svolge un’intensa attività musicale con tournée in Europa e negli Usa. È tra i fondatori del Circolo Arci Tavola Tonda di Palermo, dove insegna tamburi a cornice ed è il coordinatore del Tavola Tonda Trio. Insieme a Federico Pipia e Gabriele Bazza è fondatore del progetto Nuhara, che rielabora antichi canti della tradizione siciliana in chiave elettronica e World Music. Collabora attivamente con la cattedra di Etnomusicologia dell’Università di Palermo. Ha condotto e conduce diversi laboratori musicali in vari progetti scolastici e associazionistici dell’isola.
Selena Sacco
Selena Saccodanza, tamburo a cornice
Studiosa e appassionata cultrice della musica e delle danze tradizionali del Sud Italia. Artista Irpina, cantante, danzatrice, tamburellista, spazia tra la musica classica e la musica popolare. Studia canto classico formandosi prima presso il Conservatorio D. Cimarosa di Avellino e poi presso il Conservatorio Nicola Sala di Benevento. Contemporaneamente, mossa da una forte passione nata in famiglia, affianca agli studi classici una assidua ricerca nell’ambito tradizionale fino ad arrivare ad abbinare discipline olistiche, quali il Reiki e la Bio Energetica, nelle quali è diplomata (2014/15), all’insegnamento e alla diffusione delle danze tradizionali. Dal 1996 ad oggi, ricerca, acquisisce e studia passi, ritmiche e melodie della tradizione popolare del Sud Italia, viaggiando nelle diverse regioni e stando a contatto diretto con gli anziani del posto. Inoltre comincia un’assidua e costante collaborazione come cantante e danzatrice di diversi gruppi e artisti: i Trementisti, Play Toy Orchestra, Anima Meridionale, Vincenzo Romano, Laura Paolillo, Voci del Sud, Erasmo Petringa e Mediterranea Sound, I Trillanti, Indiavolati, Gennaro Spinelli (Presidente Nazionale Rom Sinti). Ha collaborato con Giuliano Gabriele, Kamafei, Compagnia Daltrocanto, Ninfe della Tammorra, Tarantella & Co., Simone Carotenuto e i Tammorrari del Vesuvio, Stella Grande e Anime Bianche, Vento del Sud, Tamburellisti di Torrepaduli, Le Cuntesse, Pratolafolk e molti altri. Dal 2006 insegna “DANZE TRADIZIONALI DEL SUD ITALIA”, tenendo laboratori e seminari in tutta Italia e all’estero, con corsi stabili attivi in diverse province della Campania. Nel 2020 consegue il “Diploma Nazionale CSEN” per danze sportive, categoria Danze Coreografiche, Danze Etniche, Popolari e di Carattere. Qualifica: Maestro. Nel 2013 fonda l’”Anima Meridionale”, gruppo di musicisti e danzatori volto alla promozione della cultura e delle arti tradizionali del meridione italiano. Nel gennaio 2024 fonda il laboratorio stabile “Verso la Radice” volto alla ricerca del gesto teatrale che è alla base dei riti su cui si fondano le danze tradizionali. Collabora periodicamente con Arci Tavola Tonda di Palermo, Pizzica Online a Lecce e la Scuola di pizzica di San Vito a Brindisi.
Andrea De Siena
Originario di San Vito dei Normanni (Puglia, Italia), fonda ricerca pedagogica e creativa nell’ambito della pizzica pizzica e della tarantella in generale. Dal 2014 insegna in vari luoghi del Mediterraneo (Roma, Barcellona, Napoli, San Vito dei Normanni, Betlemme) e nel 2021 si laurea in Filosofia con una tesi dal titolo “La pizzica pizzica tra linguaggio analogico e digitale". Quaderno per un metodo didattico multimodale”. Nel 2015 è co-ideatore di Coreutica - Residenza sulle musiche e le danze nel Mediterraneo, della quale dal 2025 è direttore artistico. È co-fondatore della Scuola di Pizzica di San Vito (2016) e del collettivo RomaTrad (2022). Nel 2025 inaugura il percorso Danza di Radice. Tra le esperienze artistiche ci sono: La Notte della Taranta (danzatore, 2014); l’Orchestra Popolare del Saltarello (danzatore e coreografo, 2017 - in corso); Orchestra Popolare Italiana (danzatore, 2012 - 2024); Japan Orfeo (danzatore e coreografo, 2016); Biennale of Sydney (danzatore e coreografo, 2026). Tra le sue creazioni: Tradere / Sonata Melanconica (ideazione e coreografia, 2022), premio coreografico Ethnos Gener/Azioni; Controra (ideazione e coreografia, 2024), dialogo di musica e danza con Vincenzo Gagliani; Sciucari (ideazione, 2025) un processo di creazione collettiva nell’ambito delle Residenze Oriente Occidente a Rovereto. Nel 2026 è artista residente alla Fabra i Coats di Barcellona.
Hiram Salsano
Hiram Salsanocanto, tamburo a cornice
Cantante, ricercatrice etnografica e performer attiva nella scena della world music contemporanea. Docente di canto popolare presso il Conservatorio S. Arlia di Nocera Terinese (CZ). Il suo lavoro nasce dalla tradizione orale del Sud Italia, che rilegge attraverso un linguaggio ibrido tra ricercasul campo, improvvisazione vocale e composizione contemporanea. La voce è il suo centro espressivo, affiancata dall’uso di tamburi a cornice (tammorra e tamburello) come strumenti rituali e ritmici. Dal 2005 conduce attività di ricerca in Campania (Cilento, Monti Alburni e Monti Lattari), integrando approccio etnografico e creazione musicale. Dal 2022 sviluppa un progetto solista che fonde tradizione e contemporaneità in una forma di world music evolutiva. Nel 2023 pubblica “Bucolica”, album accolto nella Transglobal World Music Chart (Top 10), World Music Charts Europe (Top 20) e Mundofonías (Top 3 mensile), oltre al riconoscimento come “Disco dell’Anno” da Blogfoolk. Con il brano Mare e Arena è finalista al Premio Andrea Parodi 2023, ottenendo il riconoscimento della giuria internazionale. Inoltre, con l’album “Bucolica” è vincitrice del Premio Loano Giovani Under 35 per la Musica Tradizionale Italiana. Si è esibita in festival internazionali tra cui Druga Godba, At to Jazz Sofia, Cinemamed, Festival Midi Minimes, Orf Radiokulturhaus e numerosi festival europei di world music. Nel 2024 pubblica “Chi fa ammore va Camminanne”, ricerca etnografica sul patrimonio orale del Sud Italia. Nel 2026 pubblica l’album “Hirundini” insieme al chitarrista Battente Marcello De Carolis.
Mattia Dell'Uomo
Mattia Dell'Uomodanza, tamburo a cornice, canto
Cantante e tamburellista, sin da bambino inizia a cantare gli stornelli con sua nonna Lidia, si appassiona alle danze popolari e dopo aver incontrato il tamburello inizia a studiare i ritmi del centro e sud Italia. Nel 2010 intraprende un percorso di studi incentrato sulla tecnica vocale con Silvia Genovesi, Giovanna Marini, Gabriella Aiello, Davide Ambrogio e Elena Ledda e su alcuni strumenti popolari; studia, infatti, tamburi a cornice con Davide Conte, Alfio Antico, Andrea Piccioni, Giancarlo Paglialunga, Dario Mogavero, Fabio Tricomi, Nando Brusco, Arnaldo Vacca, Zohar Fresco, Glen Velez. Nel 2012 inizia a collaborare con diversi ensemble, partecipa come cantante e tamburellista nelle manifestazioni come il “CIOFF World Folkloriada” – Anseong, Korea del Sud. Nel 2013 fonda il suo progetto artistico I Trillanti con il quale produce 3 dischi e un libro dal titolo “Suoni e Storie ai piedi dei Monti Ernici”. Ha vinto diversi premi nazionali ed internazionali, si esibisce in Italia e all’estero con tre concerti che ha ideato, tutti ispirati alla tradizione orale, sperimentando con contaminazioni che dialogano con la musica classica e il jazz. Ha partecipato al “Festival del Cinema Italiano” di Bastia-Corsica, alla rassegna “Notte della Taranta”, al “Premio Andrea Parodi a Cagliari, al “Festival Internazionale Folkest” di Udine; al “Festival Nazionale ed Europeo dei Conservatori”, al “Festival Internazionale della zampogna” di Scapoli (IS), il “XII Internationales Folklore Festival” della Lusazia in Germania; al SEIF - Sea Essence International Festival Isola D’Elba, al 110 HERTZ Festival di Pisa, al Tarantella Power di Monasterace (RC); al Tamburi Mundi di Friburbo, : 61° Festival Nuova Consonanza Roma; 30° Festival Ethnos – Festival internazionale di musica etnica - Napoli; Premio Andrea Parodi presso il Teatro Massimo di Cagliari. Sempre in continua ricerca è entrato in contatto con diversi cantori e cantrici della sua terra che gli hanno permesso di raccogliere storie, leggende e canti assorbendo i codici di un linguaggio antico che rievoca con la sua voce e i suoi tamburi a cornice. Si laurea Prosegue gli studi di Tamburi a Cornice nel Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, nel Dipartimento di Musiche Tradizionali del Mediterraneo. È Direttore Artistico di due Festival Internazionali e vanta numerose collaborazioni come Redi Hasa, Alessia Tondo, Rocco Nigro, Mauro Durante, Andrea Piccioni, Marcello Colasurdo, Luca Rossi, Nando Citarella, Luca Salvadori, Gabriella Aiello, Davide Ambrogio, Valentina Ferraiuolo, Livia Giaffreda, Marzouk Mejri, Hosna Parsa, Antonio Castrignanò, Christian Di Fiore, Bottari di Macerata Campania, Stefano Campagna, Andrea De Siena, Veronica Calati, Silvia Perrone.
Alessia Tondo
Alessia Tondocanto, tamburo a cornice
Alessia Tondo è una delle voci più importanti della scena musicale pugliese. Nata nel 1991, già a sei anni cantava insieme alla Nonna Immacolata nel gruppo salentino Mera Menhir. Le sue qualità vocali sono fin da subito riconosciute da uno dei fondatori del Canzoniere Grecanico Salentino, Daniele Durante, che incoraggia le potenzialità della piccola artista invitandola a cantare nelle pizziche che chiudevano i concerti del Canzoniere. Pochi anni dopo viene lanciata dal gruppo reggae Sud Sound System come voce nel brano ‘Le radici ca tieni’ trasmesso in tutte le radio italiane. Con loro ha continuato a collaborare per live e partecipazioni televisive, come nei programmi ‘Rock Politik’ su Rai 1 e ‘Parla con me’ su Rai 3. Nel 2004, a soli 13 anni, entra in pianta stabile a far parte dell'Orchestra de La Notte della Taranta come voce solista e indiscussa protagonista, duetta con tutti i più grandi ospiti del concertone e collabora con i maestri Ambrogio Sparagna, Mauro Pagani, Ludovico Einaudi, Goran Bregovic, Giovanni Sollima. Dal 2006 al 2011 partecipa come ospite ai vari appuntamenti dell’ Orchestra Popolare Italiana all'Auditorium Parco della Musica di Roma diretta da Ambrogio Sparagna, condividendo il palco con grandi artisti come Peppe Servillo, Simone Cristicchi e Idan Raichel. Nel 2008 incide per Radiodervish nell'album L'immagine di te il pezzo in Griko dal titolo ‘Yara’. Nel 2012 per il maestro Ludovico Einaudi scrive il testo per la celebre composizione ‘Nuvole bianche’ presentata al concerto de La Notte della Taranta, in altri festival come il BT River di Londra e pubblicata nel 2015 come secondo singolo del suo album Taranta Project. Scelta dal compositore Admir Shkurtaj come voce popolare per l'opera da camera ‘Kater i rades. Il Naufragio’, co-prodotta dalla Biennale di Venezia e Koreja, debutta il 12 ottobre 2014 al 58° festival internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia. Nel 2015 entra a far parte del Canzoniere Grecanico Salentino.
Nando Brusco
Nando Bruscotamburo a cornice
Nando Brusco si forma nel panorama della musica folk calabrese. Si interessa di poesia dialettale, di musica e danza tradizionale, di antropologia e storia delle tradizioni popolari. L’ aspetto ritmico connesso a questo mondo lo porta prima a collaborare con molteplici formazioni di musica popolare come danzatore e poi ad approfondire lo strumento che genera il ritmo su cui danza: il tamburo. Inizia così, nei primi anni duemila, un vero e proprio percorso di studi e partecipa a numerosi progetti musicali e discografici. Dal 2010 esordisce con uno spettacolo in solo: “L’amuri di Calabria” nel quale cerca di coniugare l’aspetto musicale con quello narrativo, esaltando sempre più la parte testuale e letteraria presente nella tradizione popolare. Si dedica inoltre allo studio dell’arte scenica, approfondisce la figura del cantastorie, collabora con diversi progetti tra i quali il gruppo teatrale Teatro Proskenion; darà infine forma allo spettacolo “Tamburo è Voce…battiti di un Cantastorie” con il quale continua a partecipare a importanti festival di musica e teatro - Festiwal Opowiadaczy (Lublino); Natividad de Encuentro (Madrid); Spore Initiative (Berlino); Radicondoli Arte (Siena); Festival Resistenza (Reggio Emilia), dove vince il premio del pubblico e giuria under 30; Festival Internazionale di Storytelling (Roma).
Giorgio Maltese
Giorgio Maltesecanto, zampogna
Cantante e polistrumentista catanese. Giovanissimo studia chitarra classica con il Maestro Alfredo D’Urso, vincendo il Primo premio assoluto al concorso nazionale “TuttArte” nel 2005. Nello stesso anno, grazie al polistrumentista e ricercatore Fabio Tricomi, scopre il mondo della musica tradizionale e degli strumenti popolari intraprendendo lo studio del marranzano e avviando un’intensa attività di ricerca che lo porterà a conoscere gli anziani suonatori e costruttori di strumenti tradizionali siciliani, da cui assimila repertorio, prassi esecutiva e tecniche costruttive. Impara così a suonare il mandolino, i flauti di canna tradizionali, il tamburello, l’organetto e la zampogna a paro. Si esibisce con diverse formazioni musicali tra le quali i ‘Na Maravigghia, I Beddi, Totò Nocera e Tamburo di Aci, duo Triquetra, Don Cecè e Mastru Giorgio e suona in diversi spettacoli teatrali collaborando con Guglielmo Ferro, Tiziana Sensi, Salvo Piro, Valerio Santi e Orazio Alba. Impegnato da quasi venti anni nella ricerca sul campo e nella valorizzazione della musica di tradizione orale in Sicilia, possiede anche una notevole collezione di strumenti: oltre duecento pezzi tra fiati, marranzani, tamburelli, brogne, zampogne e armoniche dell’Ottocento e del Novecento. Dal 2019 collabora con Simona di Gregorio e Pasqualino Cacciola nella formazione I Casentuli, proponendo un ampio e variegato repertorio di musiche e canti della tradizione siciliana, frutto di anni di ricerca sul campo e di consultazione di raccolte etnomusicologiche. Un ricco universo musicale in cui convivono le danze di ispirazione nordeuropea (scottish, polke, contraddanze, mazurke), le melodie della vita e del lavoro sui campi (friscaletti, organetti, zampogne, castagnette, marranzano, azzarinu) e della vita di bottega (i mandolini, le mandole e le chitarre delle sale da barba), i canti d’amore e di sdegno, di vendemmia e di solfara, di mietitura e di galera, di marinai e di cavatori di gesso.