Workshop
Laboratorio di introduzione alle pratiche corali: ritmo sul tamburo, movimento coreutico e voce / workshop MULTIDISCIPLINARE
martedì 1 (19/20.30)
Aperto a tuttə
Il cerchio è tra le più arcaiche strutture di condivisione del movimento, del canto e del ritmo. Sia come forma metaforica che come forma concreta, è nel cerchio che nascono la comunità e la comunicazione - sia essa FISICA, VOCALE o RITMICA.
Queste tre modalità d'espressione s'intrecciano in maniera inestricabile: la vocalità è il principio di ogni forma di comunicazione che diverrà canto e poi parola; il ritmo è alla base del movimento e della percussione sonora.
TUTTO NASCE DAL CORPO (dal battito cardiaco, dal movimento del passo, dalla respirazione che diventa suono) E DALLA RELAZIONE (tra le madri e i piccoli, tra giovani e adulti, tra le donne e gli uomini, tra esseri umani e Cosmo...).
Attraverso il canto, la musica e il ritmo abbiamo iniziato il lunghissimo processo che ci sta ancora “trasformando” in esseri umani. Attraverso propriocezione, movimento e suono condivisi abbiamo creato il senso del sé e il senso dell'appartenenza a un gruppo e abbiamo iniziato il percorso che ha portato alla nascita della coscienza.
A partire dal corpo, quindi, lavoreremo sulla percezione fisica, sulla postura verticale e sull'utilizzo del passo e del movimento degli arti come mezzo di relazione; sulla respirazione e sulla capacità di produrre suoni articolati, melodici e ritmici; sull'utilizzo del corpo come percussione, sul tamburo a cornice come prolungamento fisico del nostro corpo.
La combinazione di queste esperienze fisiomotorie ed espressive porterà infine a gestire simultaneamente ritmi, suoni e movimenti in un insieme poliritmico.
Il workshop lavora sull’espressione artistica corale; la creazione di un contesto accogliente di confronto e supporto reciproco permetterà anche chi non ha (ancora) mai danzato, cantato o suonato un tamburo di partecipare pienamente.
Il laboratorio è dunque aperto a tuttə senza distinzioni di età o di precedente esperienza su percussioni, canto o danza: il lavoro di gruppo sarà organizzato in semplici poliritmie in cui ciascuna/o lavorerà al proprio livello di competenza (canora, coreutica, ritmica).
Il laboratorio è propedeutico agli altri incontri Frame Drum HERstories.
martedì 1 (19/20.30)
Aperto a tuttə
Il cerchio è tra le più arcaiche strutture di condivisione del movimento, del canto e del ritmo. Sia come forma metaforica che come forma concreta, è nel cerchio che nascono la comunità e la comunicazione - sia essa FISICA, VOCALE o RITMICA.
Queste tre modalità d'espressione s'intrecciano in maniera inestricabile: la vocalità è il principio di ogni forma di comunicazione che diverrà canto e poi parola; il ritmo è alla base del movimento e della percussione sonora.
TUTTO NASCE DAL CORPO (dal battito cardiaco, dal movimento del passo, dalla respirazione che diventa suono) E DALLA RELAZIONE (tra le madri e i piccoli, tra giovani e adulti, tra le donne e gli uomini, tra esseri umani e Cosmo...).
Attraverso il canto, la musica e il ritmo abbiamo iniziato il lunghissimo processo che ci sta ancora “trasformando” in esseri umani. Attraverso propriocezione, movimento e suono condivisi abbiamo creato il senso del sé e il senso dell'appartenenza a un gruppo e abbiamo iniziato il percorso che ha portato alla nascita della coscienza.
A partire dal corpo, quindi, lavoreremo sulla percezione fisica, sulla postura verticale e sull'utilizzo del passo e del movimento degli arti come mezzo di relazione; sulla respirazione e sulla capacità di produrre suoni articolati, melodici e ritmici; sull'utilizzo del corpo come percussione, sul tamburo a cornice come prolungamento fisico del nostro corpo.
La combinazione di queste esperienze fisiomotorie ed espressive porterà infine a gestire simultaneamente ritmi, suoni e movimenti in un insieme poliritmico.
Il workshop lavora sull’espressione artistica corale; la creazione di un contesto accogliente di confronto e supporto reciproco permetterà anche chi non ha (ancora) mai danzato, cantato o suonato un tamburo di partecipare pienamente.
Il laboratorio è dunque aperto a tuttə senza distinzioni di età o di precedente esperienza su percussioni, canto o danza: il lavoro di gruppo sarà organizzato in semplici poliritmie in cui ciascuna/o lavorerà al proprio livello di competenza (canora, coreutica, ritmica).
Il laboratorio è propedeutico agli altri incontri Frame Drum HERstories.
| Inizio evento | Martedì 01 Settembre 2026 19:00 |
| Termine evento | Martedì 01 Settembre 2026 20:30 |
| Posti | 25 |
| Costo per persona | 40 euro |
mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 (11/13.30)
Livello base
Un'esperienza pratica dedicata alla realizzazione artigianale del tamburo a cornice, durante la quale ogni partecipante costruirà il proprio strumento seguendo tutte le fasi principali della lavorazione, a partire da cerchi in legno già chiusi.
Le/i partecipanti potranno scegliere tra due modelli di base: una cornice per TAMBURELLO dal diametro di 35 cm e profondità 5 cm, oppure una piccola TAMMORRA, diametro 40 cm e profondità 8 cm. Nel secondo caso, si sceglierà se costruire una tammorra con piattini o una ‘muta’ (senza piattini).
Fasi della lavorazione:
- taglio e finitura delle asole per l'alloggiamento dei sonagli (se previsti);
- finitura del cerchio;
- preparazione e montaggio della pelle sul cerchio;
- tempra e battitura dei sonagli;
- sistemazione dei sonagli nella cornice;
- scelta e montaggio della passamaneria e completamento dello strumento.
Al termine del laboratorio ogni partecipante porterà con sé il tamburo a cornice realizzato con il proprio lavoro.
Termine ultimo per le iscrizioni: 25 agosto 2026.
Livello base
Un'esperienza pratica dedicata alla realizzazione artigianale del tamburo a cornice, durante la quale ogni partecipante costruirà il proprio strumento seguendo tutte le fasi principali della lavorazione, a partire da cerchi in legno già chiusi.
Le/i partecipanti potranno scegliere tra due modelli di base: una cornice per TAMBURELLO dal diametro di 35 cm e profondità 5 cm, oppure una piccola TAMMORRA, diametro 40 cm e profondità 8 cm. Nel secondo caso, si sceglierà se costruire una tammorra con piattini o una ‘muta’ (senza piattini).
Fasi della lavorazione:
- taglio e finitura delle asole per l'alloggiamento dei sonagli (se previsti);
- finitura del cerchio;
- preparazione e montaggio della pelle sul cerchio;
- tempra e battitura dei sonagli;
- sistemazione dei sonagli nella cornice;
- scelta e montaggio della passamaneria e completamento dello strumento.
Al termine del laboratorio ogni partecipante porterà con sé il tamburo a cornice realizzato con il proprio lavoro.
Termine ultimo per le iscrizioni: 25 agosto 2026.
| Inizio evento | Mercoledì 02 Settembre 2026 11:00 |
| Termine evento | Venerdì 04 Settembre 2026 13:30 |
| Posti | 10 |
| Costo per persona | 100 euro (inclusi materiali) |
Laboratorio di ritmo sul tamburo: movimento del corpo e suono ritmico nella tarantella di Montemarano / workshop MULTIDISCIPLINARE
mercoledì 2 (17.30/20)
Aperto a tuttə
Un solo corpo, un solo suono, un solo gesto.
Quando si parla di Tarantella Montemaranese, il pensiero corre subito alle processioni danzanti del Carnevale Irpino: le celebri Mascherate. Squadre di suonatori aprono il cammino, precedute da danzatori e danzatrici in maschera, guidati dai Caporaballo. Ognuno conosce il proprio ruolo e lo custodisce nel tempo: ogni passo, ogni suono, ogni movimento contribuisce a un equilibrio preciso, studiato affinché il rito possa compiersi e rinnovarsi, anno dopo anno.
Ma cosa accadrebbe se provassimo a smontare questo ordine? Se quei ruoli, così rigorosamente definiti, venissero rimescolati? Il rito perderebbe la sua forza?
La risposta è no.
Perché ciò che rende vivo un rito non è l'immobilità dei ruoli, ma la presenza di una comunità capace di incarnarli. Se i Caporaballo scegliessero di danzare anziché guidare, se i suonatori sostenessero la processione invece di impugnare gli strumenti, se le maschere suonassero invece di ballare, l'essenza del rito rimarrebbe intatta.
Ciò che conta davvero è che ci siano persone pronte ad assumersi quei compiti, a custodirli e a trasmetterli. Perché i ruoli possono cambiare, ma lo spirito del rito continua a vivere attraverso chi lo rende possibile.
mercoledì 2 (17.30/20)
Aperto a tuttə
Un solo corpo, un solo suono, un solo gesto.
Quando si parla di Tarantella Montemaranese, il pensiero corre subito alle processioni danzanti del Carnevale Irpino: le celebri Mascherate. Squadre di suonatori aprono il cammino, precedute da danzatori e danzatrici in maschera, guidati dai Caporaballo. Ognuno conosce il proprio ruolo e lo custodisce nel tempo: ogni passo, ogni suono, ogni movimento contribuisce a un equilibrio preciso, studiato affinché il rito possa compiersi e rinnovarsi, anno dopo anno.
Ma cosa accadrebbe se provassimo a smontare questo ordine? Se quei ruoli, così rigorosamente definiti, venissero rimescolati? Il rito perderebbe la sua forza?
La risposta è no.
Perché ciò che rende vivo un rito non è l'immobilità dei ruoli, ma la presenza di una comunità capace di incarnarli. Se i Caporaballo scegliessero di danzare anziché guidare, se i suonatori sostenessero la processione invece di impugnare gli strumenti, se le maschere suonassero invece di ballare, l'essenza del rito rimarrebbe intatta.
Ciò che conta davvero è che ci siano persone pronte ad assumersi quei compiti, a custodirli e a trasmetterli. Perché i ruoli possono cambiare, ma lo spirito del rito continua a vivere attraverso chi lo rende possibile.
| Inizio evento | Mercoledì 02 Settembre 2026 17:30 |
| Termine evento | Mercoledì 02 Settembre 2026 20:00 |
| Posti | 25 |
| Costo per persona | 40 euro |
giovedì 3 (11/13.30)
Livello base/intermedio
Le cosiddette Tarantelle del sud Italia nascono da una radice rituale condivisa, una ‘famiglia coreutica’ che oggi prende forma nei cerchi di danza delle culture del Meridione e che mostra una matrice musicale comune.
In Sicilia sopravvivono ancora alcune forme di tarantella che possono definirsi tradizionali a tutti gli effetti: il Ballettu dei Peloritani, la Tarantella scherma, la danza dei pecorai.
Accanto a queste troviamo la più moderna Contraddanza (danza rituale collettiva, praticata ancora nei momenti di passaggio come i matrimoni e il Carnevale), anch’essa talvolta chiamata ‘tarantella’.
Il focus del laboratorio - condotto da Barbara Crescimanno con la collaborazione di Roberta Megna - sarà sulla danza di coppia dei Peloritani, sull’impulso ritmico-percussivo dei passi, su figure e varianti, sui differenti stili coreutici maschile e femminile, sulle dinamiche di coppia all’interno della rota.
Per chi volesse approfondire il legame tra danza e strumenti, vi suggeriamo di assistere al workshop di tamburo a cornice su zampogna, in cui si lavorerà sulla relazione tra i due strumenti che supportano la danza.
Livello base/intermedio
Le cosiddette Tarantelle del sud Italia nascono da una radice rituale condivisa, una ‘famiglia coreutica’ che oggi prende forma nei cerchi di danza delle culture del Meridione e che mostra una matrice musicale comune.
In Sicilia sopravvivono ancora alcune forme di tarantella che possono definirsi tradizionali a tutti gli effetti: il Ballettu dei Peloritani, la Tarantella scherma, la danza dei pecorai.
Accanto a queste troviamo la più moderna Contraddanza (danza rituale collettiva, praticata ancora nei momenti di passaggio come i matrimoni e il Carnevale), anch’essa talvolta chiamata ‘tarantella’.
Il focus del laboratorio - condotto da Barbara Crescimanno con la collaborazione di Roberta Megna - sarà sulla danza di coppia dei Peloritani, sull’impulso ritmico-percussivo dei passi, su figure e varianti, sui differenti stili coreutici maschile e femminile, sulle dinamiche di coppia all’interno della rota.
Per chi volesse approfondire il legame tra danza e strumenti, vi suggeriamo di assistere al workshop di tamburo a cornice su zampogna, in cui si lavorerà sulla relazione tra i due strumenti che supportano la danza.
| Inizio evento | Giovedì 03 Settembre 2026 11:00 |
| Termine evento | Giovedì 03 Settembre 2026 13:30 |
| Posti | 25 |
| Costo per persona | 40 euro |
giovedì 3 (11/13.30) e venerdì 4 (11/13.30)
Livello intermedio/avanzato
La masterclass è un momento di approfondimento per suonatrici e suonatori, nel quale si svilupperà un percorso di ricerca e sperimentazione ritmico-teatrale attraverso tammorre di medio-grandi dimensioni. Il primo spazio possibile per tale pratica è il corpo: l'esplorazione delle varie possibilità ritmiche in uso a un corpo-in-presenza nello spazio creeranno i presupposti per l'inizio di una nuova consapevolezza, un nuovo approccio esecutivo e musicale sul secondo spazio possibile, quello del tamburo.
Alcuni punti programmatici:
- cicli ritmici in movimento e tripartizione di piedi, mani, voce;
- uso di pause, accenti e poliritmie;
- postura, equilibrio, e conoscenza del tamburo;
- movimento e atteggiamento delle mani;
- possibilità di interpretazione ritmica.
Livello intermedio/avanzato
La masterclass è un momento di approfondimento per suonatrici e suonatori, nel quale si svilupperà un percorso di ricerca e sperimentazione ritmico-teatrale attraverso tammorre di medio-grandi dimensioni. Il primo spazio possibile per tale pratica è il corpo: l'esplorazione delle varie possibilità ritmiche in uso a un corpo-in-presenza nello spazio creeranno i presupposti per l'inizio di una nuova consapevolezza, un nuovo approccio esecutivo e musicale sul secondo spazio possibile, quello del tamburo.
Alcuni punti programmatici:
- cicli ritmici in movimento e tripartizione di piedi, mani, voce;
- uso di pause, accenti e poliritmie;
- postura, equilibrio, e conoscenza del tamburo;
- movimento e atteggiamento delle mani;
- possibilità di interpretazione ritmica.
| Inizio evento | Giovedì 03 Settembre 2026 15:00 |
| Termine evento | Venerdì 04 Settembre 2026 16:30 |
| Posti | Illimitato |
| Costo per persona | 40 euro |
giovedì 3 (16.30/18)
Livello intermedio/avanzato
Fra tutte le tecniche sui tamburi a cornice presenti nel meridione d’Italia, quella maschile siciliana risulta essere la più complessa e virtuosa. Infatti, mentre gli altri stili esecutivi si basano su uno schema ritmico per lo più stabile, costante e - seppur con qualche variazione - ripetitivo e circolare, nella tecnica siciliana maschile si assiste ad un continuo variare della frase ritmica eseguita. Molte sono le influenze culturali leggibili all’interno di questo stile; fra tutte però spicca quella islamica, cultura questa che per molti secoli è stata presente all’interno dei territori della nostra Isola.
Lo stile della tecnica siciliana maschile, utilizzata soprattutto dai “cicirara” (venditori di frutta secca) e dai “tammuriddara” (venditori di tamburo) per presentare i loro prodotti, prevede infatti un continuo scuotimento ritmico dei sonagli che si realizza attraverso semirotazioni del tamburo tanto in senso orario che antiorario, colpi di “dum” e “tek” realizzati con l’indice rispettivamente al centro e ai bordi dello strumento. Sono questi elementi timbrici presenti in molti tamburi a cornice con sonagli mediorientali e magrebini. Durante il workshop verranno passate rassegna le principali figurazioni ritmiche che caratterizzano questo stile. È richiesta una conoscenza tecnica di base sullo strumento.
Elementi trattati:
1) Posizione del tamburello sulla mano
2) I principali colpi: Dum, Tek, Cin
3) Tecnica di rotazione del tamburo in senso orario e antiorario
4) Varie tipologie di terzine
5) Analisi e studio di principali frasi ritmiche (cicirara)
6) Creazione di una configurazione ritmica semicomplessa (tammuriddara)
Livello intermedio/avanzato
Fra tutte le tecniche sui tamburi a cornice presenti nel meridione d’Italia, quella maschile siciliana risulta essere la più complessa e virtuosa. Infatti, mentre gli altri stili esecutivi si basano su uno schema ritmico per lo più stabile, costante e - seppur con qualche variazione - ripetitivo e circolare, nella tecnica siciliana maschile si assiste ad un continuo variare della frase ritmica eseguita. Molte sono le influenze culturali leggibili all’interno di questo stile; fra tutte però spicca quella islamica, cultura questa che per molti secoli è stata presente all’interno dei territori della nostra Isola.
Lo stile della tecnica siciliana maschile, utilizzata soprattutto dai “cicirara” (venditori di frutta secca) e dai “tammuriddara” (venditori di tamburo) per presentare i loro prodotti, prevede infatti un continuo scuotimento ritmico dei sonagli che si realizza attraverso semirotazioni del tamburo tanto in senso orario che antiorario, colpi di “dum” e “tek” realizzati con l’indice rispettivamente al centro e ai bordi dello strumento. Sono questi elementi timbrici presenti in molti tamburi a cornice con sonagli mediorientali e magrebini. Durante il workshop verranno passate rassegna le principali figurazioni ritmiche che caratterizzano questo stile. È richiesta una conoscenza tecnica di base sullo strumento.
Elementi trattati:
1) Posizione del tamburello sulla mano
2) I principali colpi: Dum, Tek, Cin
3) Tecnica di rotazione del tamburo in senso orario e antiorario
4) Varie tipologie di terzine
5) Analisi e studio di principali frasi ritmiche (cicirara)
6) Creazione di una configurazione ritmica semicomplessa (tammuriddara)
| Inizio evento | Giovedì 03 Settembre 2026 16:30 |
| Termine evento | Giovedì 03 Settembre 2026 18:00 |
| Posti | Illimitato |
| Costo per persona | 40 euro |
Laboratorio di canto sul tamburo: Corpo, Voce e Monodia / workshop MULTIDISCIPLINARE
giovedì 3 (18/20)
Aperto a tuttə
Il laboratorio è rivolto a chiunque desideri esplorare l'uso della voce secondo i codici espressivi della tradizione coreutico-musicale campana.
Ci concentreremo sul canto monodico espresso sul ritmo del tamburo, focalizzandoci sulla cura del timbro, sulla proiezione del suono e sulla gestione corporea dell'emissione vocale. Studio dei codici stilistici della monodia: l'attacco della frase, l'uso dei melismi e le flessioni microtonali.
Occorrente: block notes per appunti.
giovedì 3 (18/20)
Aperto a tuttə
Il laboratorio è rivolto a chiunque desideri esplorare l'uso della voce secondo i codici espressivi della tradizione coreutico-musicale campana.
Ci concentreremo sul canto monodico espresso sul ritmo del tamburo, focalizzandoci sulla cura del timbro, sulla proiezione del suono e sulla gestione corporea dell'emissione vocale. Studio dei codici stilistici della monodia: l'attacco della frase, l'uso dei melismi e le flessioni microtonali.
Occorrente: block notes per appunti.
| Inizio evento | Giovedì 03 Settembre 2026 18:00 |
| Termine evento | Giovedì 03 Settembre 2026 20:00 |
| Posti | 25 |
| Costo per persona | 40 euro |
venerdì 4 (11/13.30)
Livello base - principianti
Da sempre il canto ha accompagnato il lavoro nei campi per mantenere il ritmo e alleviare le fatiche. Anche in Sicilia, in particolare durante le raccolte, eseguite rigorosamente a mano fino all’avvento della meccanizzazione agricola, innumerevoli canti venivano intonati nelle lunghe giornate di lavoro, rappresentando una delle più caratterizzanti espressioni corali della civiltà contadina dell’isola. Ogni 'opra di uomini all’antu' diveniva un vero e proprio coro articolato in voci di prima, di secunna, bassu, schigghia o altarinu, in cui voci soliste si alternavano accompagnate da un impianto armonico specifico per ogni diversa tipologia.
Durante il laboratorio verranno studiati canti di lavoro, in particolare chianota e nuciddara, appresi da Giorgio Maltese direttamente dalla voce degli ultimi cantori. Si analizzeranno le linee melodiche delle voci soliste e le armonie che costituiscono l’accompagnamento.
Livello base - principianti
Da sempre il canto ha accompagnato il lavoro nei campi per mantenere il ritmo e alleviare le fatiche. Anche in Sicilia, in particolare durante le raccolte, eseguite rigorosamente a mano fino all’avvento della meccanizzazione agricola, innumerevoli canti venivano intonati nelle lunghe giornate di lavoro, rappresentando una delle più caratterizzanti espressioni corali della civiltà contadina dell’isola. Ogni 'opra di uomini all’antu' diveniva un vero e proprio coro articolato in voci di prima, di secunna, bassu, schigghia o altarinu, in cui voci soliste si alternavano accompagnate da un impianto armonico specifico per ogni diversa tipologia.
Durante il laboratorio verranno studiati canti di lavoro, in particolare chianota e nuciddara, appresi da Giorgio Maltese direttamente dalla voce degli ultimi cantori. Si analizzeranno le linee melodiche delle voci soliste e le armonie che costituiscono l’accompagnamento.
| Inizio evento | Venerdì 04 Settembre 2026 11:00 |
| Termine evento | Venerdì 04 Settembre 2026 13:30 |
| Posti | Illimitato |
| Costo per persona | 40 euro |
venerdì 4 (16/17.30) e sabato (11/13.30)
Aperto a tuttə
DANZA DI RADICE è la proposta didattica di Andrea De Siena che si sviluppa attorno al tema delle danze delle comunità del Centro-Sud Italia che appartengono all’orizzonte della tarantella. Il focus di questo incontro sarà la pizzica pizzica, nei contesti domestici, rituali, di riproposta e creativi.
Durante il laboratorio si studierà il carattere processuale del patrimonio coreutico, indagando come i linguaggi rituali, gestuali e sociali si manifestano e si ritrovano oggi nei diversi contesti in cui le danze vivono.
L'obiettivo è raggiungere una consapevolezza condivisa di questo patrimonio attraverso un punto di vista aperto sulla pluralità delle espressioni in cui si manifesta, ovvero aprirsi all’esperienza della danza nelle feste rituali, in quelle popolari e negli sviluppi posteriori come la riproposta e la sperimentazione artistica.
Aperto a tutte le persone (non esistono livelli), il laboratorio è particolarmente consigliato a danzatrici, danzatori, appassionatә e a chi, per pratica o insegnamento, è già attivo nel circuito della danza tradizionale.
Aperto a tuttə
DANZA DI RADICE è la proposta didattica di Andrea De Siena che si sviluppa attorno al tema delle danze delle comunità del Centro-Sud Italia che appartengono all’orizzonte della tarantella. Il focus di questo incontro sarà la pizzica pizzica, nei contesti domestici, rituali, di riproposta e creativi.
Durante il laboratorio si studierà il carattere processuale del patrimonio coreutico, indagando come i linguaggi rituali, gestuali e sociali si manifestano e si ritrovano oggi nei diversi contesti in cui le danze vivono.
L'obiettivo è raggiungere una consapevolezza condivisa di questo patrimonio attraverso un punto di vista aperto sulla pluralità delle espressioni in cui si manifesta, ovvero aprirsi all’esperienza della danza nelle feste rituali, in quelle popolari e negli sviluppi posteriori come la riproposta e la sperimentazione artistica.
Aperto a tutte le persone (non esistono livelli), il laboratorio è particolarmente consigliato a danzatrici, danzatori, appassionatә e a chi, per pratica o insegnamento, è già attivo nel circuito della danza tradizionale.
| Inizio evento | Venerdì 04 Settembre 2026 16:00 |
| Termine evento | Sabato 05 Settembre 2026 13:30 |
| Posti | 18 |
| Costo per persona | 40 euro |
venerdì 4 (16.30/18)
Livello avanzato
In Sicilia, così come in altre parti del Sud Italia, il tamburello è strettamente connesso alla zampogna. Diversi sono gli stili per accompagnare questo aerofono a sacca a seconda della regione e della località specifica in cui si trovano.
In Sicilia troviamo 'u Ballettu', una tipica tarantella a coppia slegata, presente prevalentemente nell'area dei Nebrodi e dei Peloritani: una danza che vede la compresenza di questi strumenti in dialogo tra loro all'interno delle passate eseguite dagli zampognari.
Queste infatti non sempre hanno un andamento regolare nell'alternanza tra tonica e dominante, e spesso ci si sofferma sulla dominante per creare una tensione che si riflette poi nel ballo, o in altri casi si assiste a durate asimmetriche tra le frasi in tonica e quelle in dominante.
Durante il workshop si imparerà a gestire tali elementi, a ‘prevedere’ quello che sarà l'andamento melodico della zampogna, e a intrecciare le possibili frasi ritmiche del tamburello con le frasi melodiche dell'aerofono a sacca.
Le allieve e gli allievi del workshop di danza sul Ballettu sono invitatə ad assistere all'incontro.
Livello avanzato
In Sicilia, così come in altre parti del Sud Italia, il tamburello è strettamente connesso alla zampogna. Diversi sono gli stili per accompagnare questo aerofono a sacca a seconda della regione e della località specifica in cui si trovano.
In Sicilia troviamo 'u Ballettu', una tipica tarantella a coppia slegata, presente prevalentemente nell'area dei Nebrodi e dei Peloritani: una danza che vede la compresenza di questi strumenti in dialogo tra loro all'interno delle passate eseguite dagli zampognari.
Queste infatti non sempre hanno un andamento regolare nell'alternanza tra tonica e dominante, e spesso ci si sofferma sulla dominante per creare una tensione che si riflette poi nel ballo, o in altri casi si assiste a durate asimmetriche tra le frasi in tonica e quelle in dominante.
Durante il workshop si imparerà a gestire tali elementi, a ‘prevedere’ quello che sarà l'andamento melodico della zampogna, e a intrecciare le possibili frasi ritmiche del tamburello con le frasi melodiche dell'aerofono a sacca.
Le allieve e gli allievi del workshop di danza sul Ballettu sono invitatə ad assistere all'incontro.
| Inizio evento | Venerdì 04 Settembre 2026 16:30 |
| Termine evento | Venerdì 04 Settembre 2026 18:00 |
| Posti | Illimitato |
| Costo per persona | 40 euro |
Laboratorio di canto su tamburo - Minutilla
venerdì 4 (18/20)
Livello: Aperto a tuttə
Ogni territorio custodisce un proprio modo di stare insieme, di celebrare, di comunicare attraverso il ritmo. Il tamburo porta con sé questi codici: memorie, gesti e forme di incontro che attraversano le comunità. L’incontro propone un'esperienza di connessione con questa dimensione, lasciando che il suono diventi un mezzo per abitare lo spazio e riconoscersi parte di qualcosa di più ampio. Suonare significa anche farsi mezzo: lasciare che il ritmo attraversi il corpo, sospendere il controllo e trovare un equilibrio tra intenzione e ascolto.
In questo stato il tamburo non è solo uno strumento musicale, ma una pratica di presenza, capace di creare legami tra le persone e con il luogo che le ospita.
Accanto al tamburo, anche la voce diventa uno strumento di esplorazione. Attraverso l'ascolto della propria risonanza, si apre uno spazio in cui il suono può sostenere processi di riequilibrio, espressione e trasformazione personale. La voce, intesa come strumento di cura e di connessione, accompagna il ritmo in un percorso che coinvolge corpo, respiro ed emozioni.
venerdì 4 (18/20)
Livello: Aperto a tuttə
Ogni territorio custodisce un proprio modo di stare insieme, di celebrare, di comunicare attraverso il ritmo. Il tamburo porta con sé questi codici: memorie, gesti e forme di incontro che attraversano le comunità. L’incontro propone un'esperienza di connessione con questa dimensione, lasciando che il suono diventi un mezzo per abitare lo spazio e riconoscersi parte di qualcosa di più ampio. Suonare significa anche farsi mezzo: lasciare che il ritmo attraversi il corpo, sospendere il controllo e trovare un equilibrio tra intenzione e ascolto.
In questo stato il tamburo non è solo uno strumento musicale, ma una pratica di presenza, capace di creare legami tra le persone e con il luogo che le ospita.
Accanto al tamburo, anche la voce diventa uno strumento di esplorazione. Attraverso l'ascolto della propria risonanza, si apre uno spazio in cui il suono può sostenere processi di riequilibrio, espressione e trasformazione personale. La voce, intesa come strumento di cura e di connessione, accompagna il ritmo in un percorso che coinvolge corpo, respiro ed emozioni.
| Inizio evento | Venerdì 04 Settembre 2026 18:00 |
| Termine evento | Venerdì 04 Settembre 2026 20:00 |
| Posti | 25 |
| Costo per persona | 40 euro |
sabato 5 (16/19)
Livello: Aperto a tuttə (se si suona, è suggerita una minima tecnica su tamburo)
Workshop MULTIDISCIPLINARE
Il laboratorio è un’esperienza multidisciplinare che aiuterà ad entrare in connessione con il repertorio di Saltarello e Ballarella, codici coreutici mossi dai ritmi dei tamburi a cornice che sostengono il canto. È rivolto a chi vuole apprendere ed arricchire l’arte del canto, del ritmo e dell’estetica coreutica.
Il CANTO polivocale e il canto sul TAMBURO rappresentano una delle peculiarità della musica di tradizione del Lazio Meridionale. Insieme ai riti e all’arte coreutica, il canto restituiva presenza e dignità anche a chi, nelle comunità contadine, era costretto ad una vita di miseria, e riusciva a creare momenti di unità tra comunità intere. Si darà importanza ai differenti timbri vocali, alle varianti melodiche, ai modi tradizionali e alla spontaneità dell’improvvisazione per poi connetterci - nella seconda parte del workshop - con la DANZA.
Il saltarello dell’alta Ciociaria e la ballarella si ballano in coppia con una serie di figure diverse e soprattutto con un cambio di passo continuo tra il saltato e lo 'strisciato'. Il ritmo si sviluppa su una serie di maneggi che producono una serie di colpi ritmici necessari per accompagnare il canto, la zampogna, o l’organetto.
Il laboratorio potrà essere avventura, incontro, esperienza emotiva profonda; un laboratorio in cui la consapevolezza verrà chiamata in causa per includere, sostenere e valorizzare i codici della tradizione ma soprattutto per intraprendere un viaggio sonoro tra monti e valli della Ciociaria e del Lazio meridionale.
Il corso si articolerà applicando differenti attività: lo studio dei ritmi sui tamburi a cornice, i canti accompagnati dal tamburo e i passi di danze del Lazio, con particolare attenzione per:
• Corpo, postura e impostazione di equilibrio con lo strumento;
• Approccio e consapevolezza del proprio corpo in relazione al ritmo;
• Consapevolezza, pulsazione del ritmo voce-corpo-strumento;
• Il canto e l’accompagnamento nei vari repertori tradizionali;
• Sviluppo e interiorizzazione del ritmo, del canto, della danza.
Livello: Aperto a tuttə (se si suona, è suggerita una minima tecnica su tamburo)
Workshop MULTIDISCIPLINARE
Il laboratorio è un’esperienza multidisciplinare che aiuterà ad entrare in connessione con il repertorio di Saltarello e Ballarella, codici coreutici mossi dai ritmi dei tamburi a cornice che sostengono il canto. È rivolto a chi vuole apprendere ed arricchire l’arte del canto, del ritmo e dell’estetica coreutica.
Il CANTO polivocale e il canto sul TAMBURO rappresentano una delle peculiarità della musica di tradizione del Lazio Meridionale. Insieme ai riti e all’arte coreutica, il canto restituiva presenza e dignità anche a chi, nelle comunità contadine, era costretto ad una vita di miseria, e riusciva a creare momenti di unità tra comunità intere. Si darà importanza ai differenti timbri vocali, alle varianti melodiche, ai modi tradizionali e alla spontaneità dell’improvvisazione per poi connetterci - nella seconda parte del workshop - con la DANZA.
Il saltarello dell’alta Ciociaria e la ballarella si ballano in coppia con una serie di figure diverse e soprattutto con un cambio di passo continuo tra il saltato e lo 'strisciato'. Il ritmo si sviluppa su una serie di maneggi che producono una serie di colpi ritmici necessari per accompagnare il canto, la zampogna, o l’organetto.
Il laboratorio potrà essere avventura, incontro, esperienza emotiva profonda; un laboratorio in cui la consapevolezza verrà chiamata in causa per includere, sostenere e valorizzare i codici della tradizione ma soprattutto per intraprendere un viaggio sonoro tra monti e valli della Ciociaria e del Lazio meridionale.
Il corso si articolerà applicando differenti attività: lo studio dei ritmi sui tamburi a cornice, i canti accompagnati dal tamburo e i passi di danze del Lazio, con particolare attenzione per:
• Corpo, postura e impostazione di equilibrio con lo strumento;
• Approccio e consapevolezza del proprio corpo in relazione al ritmo;
• Consapevolezza, pulsazione del ritmo voce-corpo-strumento;
• Il canto e l’accompagnamento nei vari repertori tradizionali;
• Sviluppo e interiorizzazione del ritmo, del canto, della danza.
| Inizio evento | Sabato 05 Settembre 2026 16:00 |
| Termine evento | Sabato 05 Settembre 2026 19:00 |
| Posti | 25 |
| Costo per persona | 40 euro |
Ritornano i corsi di DANZE POPOLARI di Arci Tavola Tonda. Martedì 29 settembre la lezione di prova gratuita:
dalle 19 alle 20 repertorio BalFolk con Giuseppe Paradiso
dalle 20 alle 21 repertorio Sud Italia con Roberta Megna
dalle 19 alle 20 repertorio BalFolk con Giuseppe Paradiso
dalle 20 alle 21 repertorio Sud Italia con Roberta Megna
Info e prenotazioni: www.tavolatonda.org
| Inizio evento | Martedì 29 Settembre 2026 19:00 |
| Termine evento | Martedì 29 Settembre 2026 21:00 |
| Posti | 50 |
| Costo per persona | Evento gratuito |
Un incontro di ricerca sulla voce, un percorso per nutrirsi di suono, di silenzio e di ascolto, per sperimentare qualcosa che la memoria e la percezione hanno dimenticato: essere fuori dal caos.
"Prima impari a memorizzare una melodia.Forse anche le note, un solfeggio.
Poi sperimenti l’estensione della voce, dal basso verso l’alto.
Eserciti la sonorità cercando i risuonatori, gli spazi nel corpo dove vibra la voce. Scopri che non è la gola che canta.
Provi anche a cercare gli armonici nello spazio che vibra intorno a te. Stai diventando strumento di un’espirazione sonora.
Senti che la voce sorge dal silenzio e nel silenzio scompare. Allora riposi nel canto.
Che cosa è un canto?
Perché l’essere umano – e non solo l’essere umano – canta?
A chi e quando canta?
Una madre canta a un bambino, canta la gente delle comunità, con un canto si celebrano le ricorrenze, gli innamorati canticchiano senza rendersene conto. Nei tempi andati si lavorava cantando. E il canto è nato proprio dal lavoro.
La sua origine risiede nella necessità di sconfiggere il male, dicono le Upanishad. Infatti nessuno canta con i pugni stretti. Perché un canto scioglie la tensione, trasforma, purifica e unisce l’“io” diviso da questo e quello. Porta fuori dal mondo materiale dell’oggetto.
Trasforma la percezione.
Risveglia qualcosa che la mente ha dimenticato.
Unisce al Presente".
Ewa Benesz
Le Pratiche vocali provengono dalle antiche tradizioni dell’Oriente, dalla ricerca antropologica sul canto sciamanico e dall’esperienza del Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski in Polonia, a Breslavia.
GIORNI e ORARI
Giovedì e venerdì 29/30 ottobre, dalle 17 alle 21.
Sabato 31 novembre, dalle 11 alle 13.30 e dalle 17 alle 21.
Domenica 1 novembre, dalle 11 alle 15.
È necessario portare vestiti comodi per il movimento, una cintura per lo stretching, una sciarpa per coprire la testa e le spalle; per le donne, una gonna lunga e larga; per chi suona, il proprio strumento musicale.
Il laboratorio è A NUMERO CHIUSO e ha un COSTO di 200 euro a partecipante.
Per chi si prenota (tramite un anticipo di 50€) entro il 30 agosto lo stage ha un COSTO RIDOTTO di 170€.
Il pagamento dell'anticipo per la PRENOTAZIONE (che sarà rimborsato solo in caso di annullamento dell'incontro) può essere effettuato tramite bonifico su c/c di Tavola Tonda
IBAN: IT62U0501804600000011455680
Per informazioni
chiama il 327 2976973
o scrivi aQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
"Prima impari a memorizzare una melodia.Forse anche le note, un solfeggio.
Poi sperimenti l’estensione della voce, dal basso verso l’alto.
Eserciti la sonorità cercando i risuonatori, gli spazi nel corpo dove vibra la voce. Scopri che non è la gola che canta.
Provi anche a cercare gli armonici nello spazio che vibra intorno a te. Stai diventando strumento di un’espirazione sonora.
Senti che la voce sorge dal silenzio e nel silenzio scompare. Allora riposi nel canto.
Che cosa è un canto?
Perché l’essere umano – e non solo l’essere umano – canta?
A chi e quando canta?
Una madre canta a un bambino, canta la gente delle comunità, con un canto si celebrano le ricorrenze, gli innamorati canticchiano senza rendersene conto. Nei tempi andati si lavorava cantando. E il canto è nato proprio dal lavoro.
La sua origine risiede nella necessità di sconfiggere il male, dicono le Upanishad. Infatti nessuno canta con i pugni stretti. Perché un canto scioglie la tensione, trasforma, purifica e unisce l’“io” diviso da questo e quello. Porta fuori dal mondo materiale dell’oggetto.
Trasforma la percezione.
Risveglia qualcosa che la mente ha dimenticato.
Unisce al Presente".
Ewa Benesz
Le Pratiche vocali provengono dalle antiche tradizioni dell’Oriente, dalla ricerca antropologica sul canto sciamanico e dall’esperienza del Teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski in Polonia, a Breslavia.
GIORNI e ORARI
Giovedì e venerdì 29/30 ottobre, dalle 17 alle 21.
Sabato 31 novembre, dalle 11 alle 13.30 e dalle 17 alle 21.
Domenica 1 novembre, dalle 11 alle 15.
È necessario portare vestiti comodi per il movimento, una cintura per lo stretching, una sciarpa per coprire la testa e le spalle; per le donne, una gonna lunga e larga; per chi suona, il proprio strumento musicale.
Il laboratorio è A NUMERO CHIUSO e ha un COSTO di 200 euro a partecipante.
Per chi si prenota (tramite un anticipo di 50€) entro il 30 agosto lo stage ha un COSTO RIDOTTO di 170€.
Il pagamento dell'anticipo per la PRENOTAZIONE (che sarà rimborsato solo in caso di annullamento dell'incontro) può essere effettuato tramite bonifico su c/c di Tavola Tonda
IBAN: IT62U0501804600000011455680
Per informazioni
chiama il 327 2976973
o scrivi a
| Inizio evento | Giovedì 29 Ottobre 2026 17:00 |
| Termine evento | Domenica 01 Novembre 2026 16:00 |
| Posti | 10 |
| Costo per persona | 200 euro intero (170 euro early bird) |