Arci Tavola Tonda - Uncategorised

Nell’indagare sulle origini della musica e della danza tradizionale e rituale in Sicilia, ci siamo imbattuti in una cultura profondamente femminile: le Ninfe, una figura storico-mitologica comune a tutto il Mediterraneo dal Paleolitico e che sopravvive - trasformandosi - fino all'età moderna. 

Tra le loro molteplici competenze, esse erano OSTETRICHE che guidavano ritualmente le donne nelle fasi della loro vita e nei momenti di passaggio importanti (menarca, gravidanza, parto, etc.); ERBORISTE ed APICULTRICI, conoscitrici di erbe e sostanze medicinali e psicotrope; praticanti di CANTO, DANZA e PERCUSSIONI (sono le più antiche musiciste e percussioniste di cui si abbia documentazione nell’Isola); SACERDOTESSE che guidano la comunità delle e dei fedeli nei passaggi importanti della vita degli individui, che curavano attraverso gli stati non ordinari di coscienza (la ‘ninfolessia’), utilizzando la chimica delle piante psicoattive, la danza, il ritmo, la voce, il respiro. 

Esseri semidivini o donne di conoscenza delle comunità, vivevano ai margini degli insediamenti e mantenevano la connessione tra il selvatico ed il civilizzato.

In questo percorso di ricerca, coordinato da Barbara Crescimanno TrizziRiDonna e aperto a tutte e a tutti, vengono proposte giornate di approfondimento teorico - di archeologia, geologia, antropologia, etnomusicologia, storia dell’arte e delle religioni - e momenti laboratoriali sull'utilizzo delle percussioni e dei suoni, sulle tecniche fisiologiche per l'induzione di stati non ordinari di coscienza, nonché sperimentazioni performative di intrecci tra narrazione, pratiche vocali, ritmiche e di movimento coreutico.

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A prestissimo... 

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Volete sapere chi siamo? Bene, mettetevi comodi: è una lunga storia...
La storia di Arci Tavola Tonda è un po' la storia del movimento del revival folk a Palermo.
Se proprio vogliamo scegliere un punto d'inizio (perché, lo sapete, si potrebbe andare indietro e indietro all'infinito), potremmo dire che è stata la primissima edizione del Laboratorio sperimentale di Etnomusicologia condotto dal professore Garofalo nei ruggenti anni a cavallo del secolo, quando il percorso degli studi di Antropologia a Palermo vantava ancora, oltre a Garofalo, gli insegnamenti di Giovanni Giuriati, Sergio Bonanzinga, Silvana Miceli, Elsa Guggino (oltre che ovviamente l'onnipresente resto della famiglia Buttitta e tutte le sue ramificazioni).
Al laboratorio di Etnomusicologia una serie di studenti - musicisti e non - si sono messi alla prova studiando il repertorio tradizionale per eseguirlo su un palco come esame finale del corso. In questo percorso Barbara Crescimanno e Michele Piccione si sono incontrati per la prima volta. Barbara conduceva i primi corsi in città sulle danze europee, da cui sarebbe nato il gruppo di studio e ricerca che poi - grazie ad una felice intuizione di Enzo Guarrasi, professore di Geografia del corso di studi di Barbara che era a sua volta la sua insegnante di danze tradizionali - verrà battezzato con il nome di TrizziRiDonna; Michele fondava i LassatilAbballari, uno dei primissimi gruppi a Palermo che si occupasse specificatamente del repertorio delle danze folk.
Mentre gli uni iniziavano a far conoscere al pubblico siciliano il repertorio musicale europeo e del sud Italia, le altre hanno portato in giro in Italia e in Europa le DANZE in piazza! Gli spettacoli delle Trizzi, pensati per coinvolgere il pubblico, hanno fatto ballare e appassionare centinaia di persone.
 
Così i CORSI DI INTRODUZIONE ALLE DANZE TRADIZIONALI, ospitati stabilmente prima nei locali di via Tavola Tonda, da cui prendiamo il nome, poi di via delle Alpi quando nel 2013 abbiamo lasciato la prima sede e oggi ai Cantieri Culturali alla Zisa, sono cresciuti rapidamente di frequenza e di numero...
Le stesse curiosità e passioni (per la ricerca e la trasmissione delle radici culturali) hanno fatto incrociare e incontrare diverse volte negli anni le TrizziRiDonna con i LassatilAbballari.
Quando questa passione si è coniugata (in tutti i sensi, nel 2009) con un'idea forte di comunità portata da Marco Tarantino, è nata ufficialmente l'associazione TAVOLA TONDA, affiliata all'ARCI e, insieme, il primo nucleo della Scuola Popolare di Danza e Musica con Barbara alla conduzione delle danze e Michele ai corsi di tamburi a cornice (ps: per evitare fraintendimenti Barbara si è coniugata con Marco o viceversa). L'attenzione verso la musica e la danza in Sicilia e nel Mediterraneo ha portato Tavola Tonda ad allargare l'organico dei sodali, arricchendosi con nuovi amici che hanno regalato la loro maestria e ampliano il numero dei corsi proposti.
Così, tra una lezione e l’altra, in questi ultimi anni abbiamo organizzato o ospitato centinaia tra concerti, rassegne, spettacoli teatrali, dibattiti e presentazione di libri, lezioni-concerto; abbiamo invitato amici musicisti e danzatori - o siamo da loro stati invitati a suonare e condurre laboratori - dalla Macedonia, dalla Polonia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna dalla Grecia, dagli USA per scambiare repertori, per 'giocare' insieme, per condividere il nostro desiderio di comunità...
 
Da allora l'associazione è cresciuta raggiungendo il migliaio di socie e soci, le sue 'Feste a bballu' mensili sono diventate un'istituzione (le trovate 'citate' in "101 cose da fare a Palermo almeno una volta nella vita" di G. Terranova, Newton Compton Editori) e la divulgazione della musica e della danza popolare ha generato un fantastico effetto a cascata che dalle costole delle Trizzi (versione 1.0) e dei LassatilAbballari ha visto nascere le Matrioske e l'associazione PopolArti (dal nome di un nostro vecchio progetto) così come dall'iniziativa autonoma di alcuni ex allievi della Scuola proviene il movimento del CalaBalFolk (prima) e del P.A.F. (ora)...
Nel frattempo, consolidando il gruppo docente, la Scuola Popolare è diventata un unicum nel Mezzogiorno d’Italia sia per strumenti che per repertorio musicale e coreutico proposto (tamburi a cornice, percussioni africane, flauto traverso, mandolino, violino, chitarra, fisarmonica, organetto, oud, flauto ney, tecnica vocale, canto popolare e , ovviamente, danze tradizionali) e siamo stati invitati in mezza Europa a condurre laboratori e balfolk.
 
 

I (P)ARTIGIANI CULTURALI
 
Nel 2015 vinciamo il bando Giovani per il Sociale, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Gioventù e SCN, con il progetto ARTIGIANI CULTURALI, un percorso di formazione di 2 anni rivolto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 35 anni per creare un’Orchestra di musica popolare, una Compagnia di danzatori, una bottega di liutai e una equipe di tecnici del suono.
Abbiamo appena il tempo di pubblicare la domanda di adesione sui social network e distribuire le prime locandine che veniamo travolti dalle richieste. In un paio di settimane oltre trecento persone ci chiedono di diventare Artigiani Culturali, a fronte degli 80 posti disponibili.
Siamo costretti, nostro malgrado, a fare delle selezioni e siamo talmente spiazzati dal “dovere scegliere” che scegliamo di rivolgerci a uno psicologo (dei gruppi, ma pur sempre uno psicologo), che ringrazieremo sempre per non averci mollato immediatamente, trovandosi davanti un coacervo di musicisti, artisti e extra-parlamentari assortiti, con la stessa predisposizione all’ordine dei compaesani di Asterix…
Alla fine delle selezioni entrano ufficialmente a far parte del progetto oltre 140 ragazze e ragazzi (meno per noi era inaccettabile!) che da aprile 2016 fino a dicembre 2017 seguono i corsi di strumento, di teoria della musica, di danza, di etnomusicologia, di liuteria e di tecnica del suono.
Questo progetto ci ha permesso di ottenere dal Comune di Palermo uno spazio in affitto all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, per ospitare le nostre attività che, magicamente, sono raddoppiate! Uno spazio che abbiamo ristrutturato a nostre spese e che dal 22 settembre 2017 ospita tutte le nostre attività e che comprende una sala concerti-sala danza, sala di registrazione e regia, aule didattiche, una liuteria.
 
 

Il CANZONIERE MIGRANTE
 
Già super impegnati in tutte le ordinarie attività abbiamo, a inizio estate 2016, la brillante idea di riunirci con quegli altri irresponsabili del circolo Arci Porco Rosso, dell’Associazione Maghweb e del CISS (Cooperazione Internazionale Sud-Sud), coinvolgendo anche amici fuori Italia (dalla Grecia, dalla Romania, da Malta) e le loro associazioni; scriviamo così un altro progetto e la Commissione Europea decide incredibilmente di finanziare il nostro “COMMUNITY: INteractive and Creative Approaches to Discover Different Cultures” presentato durante l’ultima call del bando Creative Europe - Support to Refugee Integration Projects. Solo 12 in tutta Europa ce l’hanno fatta e siamo tra questi, nonostante noi…
In poche parole abbiamo realizzato un Canzoniere Migrante con i rifugiati, imparando le loro canzoni, suonando con loro e producendo un cd che ne tenga traccia. Una cosa che ci ha entusiasmato e spaventato nello stesso tempo, un argomento da trattare con molta delicatezza e attenzione.
 
 

SPONDE SONORE, il festival
 
Infine, dal 2017 organizziamo un festival chiamato SPONDE SONORE che nella prima edizione ha potuto contare sulla maestria di Alfio Antico, di L’effet Dulogis dalla Francia, di Cantigas e Agarimos dalla Spagna, di Nando Brusco, delle TrizziRiDonna, di Luca Recupero, dei musicisti della tradizione siciliani accorsi (da Giuseppe Roberto a Nino Aiello, passando per Salvatore Vinci, Peppe Di Mauro, Felice Currò), degli studiosi che hanno tenuto delle conferenze sul tema (da Sergio Bonanzinga a Nico Staiti, da Silvia Bruno a Giorgio Adamo e Grazia Magazzù).
Insomma uno grande sforzo organizzativo ripagato dalla presenza di centinaia di persone ogni sera e dall’orgoglio di vedere debuttare l’Orchestra degli Artigiani Culturali nella serata conclusiva con il tutto esaurito...
 
 
E siamo arrivati a oggi; certo, negli anni molte cose sono cambiate: chi arriva e chi parte, nuovi soci che diventano colonne portanti, vecchi soci che trovano nuove strade. Persino la sede è cambiata (adesso ci trovate ai Cantieri Culturali alla Zisa, Padiglione 18A) ma ci porteremo sempre dietro il nostro nome che, per la cronaca, indica la zona della città in cui erano ospitati e nutriti i forestieri appena sbarcati e che si ritrovavano intorno a una Tavola Tonda. Appunto!
 
 
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