Arci Tavola Tonda - Ninfe
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SACRO FEMMINILE IN SICILIA. NINFE D'ACQUA

Percorso di ricerca 2019-2020

Alle origini della tradizione teatrale occidentale sta il coro greco, un ‘personaggio collettivo’ che in onore di Dioniso, dio dell’ebbrezza, si muove, danza, canta all’unisono.
Il coro della tragedia del periodo classico era formato da soli uomini, eppure esso è nato sull’archetipo dei cori di Ninfe e Muse, da cui derivano anche i cori iniziatici di adolescenti e giovani donne del mondo greco arcaico. A fianco dei teatri greci di Siracusa, di Segesta, di Taormina, troviamo santuari dedicati alle Ninfe, con offerte da parte di attori, coreuti e pubblico che andava ad assistere alle sacre rappresentazioni. Prima che gli uomini si appropriassero in maniera esclusiva del luogo rituale in cui venivano narrate le storie della comunità, le donne sono state le originarie percussioniste, danzatrici, cantanti, narratrici.
Danza, percussione, voce e relazione sono ancora oggi inestricabilmente congiunte nel mondo coreutico del sud Italia (l'antica Magna Grecia) e della Sicilia. In una linea ininterrotta documentata almeno dal VI sec. a C. le stesse donne che suonavano i tamburi erano pragmatiche erboriste e curatrici, ostetriche e donne di medicina con una forte spiritualità - pagana e poi cristiana - che intrecciava l'efficacia delle erbe a quella psicologico-emotiva delle orazioni e dei canti, a quella fisico-percettiva della musica e della danza.
Così era anche in Sicilia: le più antiche attestazioni archeologiche riguardanti la danza e la musica sono legate al mondo rituale delle dee, delle loro sacerdotesse e offerenti. E, fino al secolo scorso, in Sicilia il tamburo a cornice era uno strumento rituale prettamente femminile.

Ninfe e Satiri, divinità, sacerdoti e sciamane, attori e teatranti, narratrici di fiabe e di miti. Chiunque oggi voglia studiare teatro, canto, percussioni, danza, è a queste radici che deve guardare, ad un mondo in cui ciò che oggi è separato in discipline differenti nasceva intrecciato insieme.
Ricollegandoci a queste radici, inauguriamo il terzo anno del percorso di studio sulle Ninfe di Sicilia, aperto a chiunque abbia motivazione, capacità di impegno e interesse rispetto a questi temi di lavoro: la tecnica performativa si costruirà in gruppo, strada facendo.

Il tema di lavoro di questo terzo anno è:


Intrecci

Moire, Arpie, Gorgoni e altre triadi

Il percorso iniziatico di Parmenide è guidato da figure femminili e si svolge sotto lo sguardo di una Dea; Socrate è figlio di una Maia, una levatrice, e si dichiara un Ninfolepto (‘rapito dalle Ninfe’); Platone pone i destini degli esseri umani in mano ad Ananke, dea della Necessità, e alle Moire sue figlie, che tessono le vite e i destini degli umani. La scuola filosofica è ‘intessuta’ in un percorso di sapienza iniziatica e misterica legato al sacro femminile. Incontreremo – nella mitologia greca e non solo - triadi femminili, come Ninfe, Korai, Paides, Melisse, dalle caratteristiche spesso simili tra loro, che raccontano di consorterie femminili in cui si coltivavano conoscenze teoriche e pratiche insieme.

Nel mito di Er narrato da Platone nella Repubblica troviamo tutta una serie di elementi del simbolismo sacro femminino: la triade, la tessitura, il canto, la musica, il ritmo, l’intreccio con le leggi del cosmo. Questo tema ci accompagnerà – teoricamente e concretamente – durante il lavoro di quest’anno.
Il percorso – che dura da ottobre a maggio – prevede due lezioni settimanali: una di training sulle tecniche di movimento ritmico, vocalità e canto (su repertorio tradizionale e di improvvisazione), tamburi a cornice e percussioni (castagnette, conchas, zagat, etc.); il secondo incontro settimanale sarà specifico sulle tecniche coreutiche del sud Italia.

A partire dal corpo si lavorerà:
- sulla percezione fisica, sulla postura verticale e sull'utilizzo del passo e del movimento del corpo e degli arti come mezzo di relazione;
- sulla respirazione e sulla capacità di produrre vocalmente suoni articolati, melodici e ritmici;
- sull'utilizzo del corpo come percussione, sulle basi delle tecniche sul tamburo a cornice di tradizione siciliana, su poliritmie percussive con idiofoni di varia provenienza culturale.

Lavoreremo per costruire un controllo e una capacità di percezione fisio-motoria del sé che possa permetterci di padroneggiare insieme il movimento corporeo, la voce, il movimento ritmico e la produzione di suono percussivo che accompagneranno la creazione e la realizzazione di performance di narrazioni tra voce, suono, movimento. Sperimenteremo modalità di comunicazione, ascolto, relazione che permettano di diventare un corpo unico in NOI senza perdere l'IO.

Agli incontri settimanali si affiancheranno degli STAGE INTENSIVI di approfondimento, a cadenza mensile, sulle numerose tematiche affrontate durante il percorso di studio, sia ‘tecniche’ che teoriche – legate alla figura delle Ninfe e alle sue trasformazioni e sopravvivenze antropologiche, soprattutto in territorio siciliano.

Incontreremo studiose/i, musiciste/i, praticanti di teatro di sperimentazione, vocal trainer, etnomusicologhe e antropologhi che ci aiuteranno ad addentrarci – mente e corpo – in un mondo tecnicamente, culturalmente ed emotivamente complesso, ma profondamente affascinante.

Percorso di ricerca coordinato da Barbara Crescimanno
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