Arci Tavola Tonda - Lettera al Sindaco di Palermo
Egregio Signor Sindaco,

abbiamo assistito con stupore, e decisa irritazione, all'intervento della Dott.ssa Mandalà durante la seduta del 9 febbraio 2021 della I Commissione Consiliare, convocata a seguito di una richiesta di audizione alla stessa Commissione per chiarimenti sulle cartelle Tari ricevute dalle nostre Associazioni e svoltasi il 27 gennaio 2021. Il video completo è pubblicato sul Canale YouTube del Comune di Palermo.
Rappresentare le nostre istanze come dei tentativi di evasione o nel migliore dei casi di elusione fiscale (come tra l’altro è stato trascritto nel verbale della seduta) in combutta con padrini politici – senza possedere tra l’altro un titolo di studio adeguato (sic!) - è grottesco e probabilmente un sintomo della difficoltà a gestire il proprio ufficio da parte della dirigente comunale.
Al di là delle valutazioni che opereremo a tutela della nostra immagine e onorabilità, pensiamo sia davvero insopportabile essere pesantemente insultati mentre è sostanzialmente impossibile avere un confronto con l’Amministrazione sulle vicende dei tributi, a qualsiasi livello: dall’irraggiungibile sportello per arrivare all’arroganza manifestata in Prima Commissione da chi manifestamente ci accusa di voler malversare le procedure invece di chiarire le vicende esposte.
Ciascuna delle organizzazioni della nostra rete sa benissimo che dovrà far valere in giudizio le proprie ragioni, tuttavia ritenevamo, e riteniamo, che se c’è un tema legato all’applicazione e la interpretazione delle norme esso possa e debba essere discusso apertamente, perché in futuro si risolvano alcune criticità che stanno mettendo a rischio non solo la nostra rete ma più in generale il lavoro sociale di tante realtà del territorio.

Entrando nel merito della questione, nessuno di noi ha mai chiesto l’esenzione dalla TARI, come anche alcuni Consiglieri in quella seduta di Commissione hanno, a torto, sostenuto probabilmente non avendo letto con attenzione la nostra richiesta di audizione.
Nelle nostre lettere che sono state l’ultima di una lunga e infruttuosa serie di richieste di confronto con i responsabili, politici e tecnici, di questa Amministrazione - abbiamo chiesto un parere esclusivamente tecnico su aspetti normativi che regolano la Tari, e in particolare:

Nei circoli Arci è spesso presente un bar sociale (fornito delle relative autorizzazioni per la somministrazione riservata esclusivamente ai soci) funzionale e strumentale, nonché marginale, rispetto alle attività; come da statuto Arci, infatti, "L'associazione può svolgere attività di somministrazione ai/lle soci/e di alimenti e bevande come momento ricreativo e di socialità, complementare e strumentale all'attuazione degli scopi istituzionali e delle attività di interesse generale, in conformità della normativa vigente in materia". I circoli non producono utili ai soci, non hanno avuto accesso ad alcun meccanismo di ristoro e in virtù di questa distinzione, a differenza dei bar, sono chiusi per via della sospensione delle altre attività sociali prevista delle norme anti-Covid.
Perché, in molti casi i circoli con bar sociale vengono erroneamente equiparati, ai fini del calcolo della Tari, a “Bar, caffè e pasticcerie” che sono, invece, attività commerciali aperte al pubblico?

Il regolamento TARI (all’art. 11, punto 5, sottopunto e) fino a settembre 2020 dichiarava esenti dal tributo, nella quota fissa e in quella variabile, le superfici immobiliari, o parti di esse, non utilizzate ai fini commerciali e/o di lucro, riconosciute fabbricati storici ai sensi dell’art. 10 D. Lgs n. 42/2004 e s.m.i., eccedenti il valore metrico di mq. 500. Nel caso specifico, i Cantieri Culturali alla Zisa, siti in via P. Gili n. 4, sono un’unica particella catastale (FG di mappa 55, particella 1) di 55.000 mq non frazionata, ma le cartelle TARI inviate non prevedono la parametrizzazione del calcolo del tributo. Lo stesso principio dell’esenzione (all’art. 11, punto 5, sottopunto e) è applicabile nel dettaglio a quelle superfici immobiliari rappresentate da singoli padiglioni. In molti casi la quadratura dell’intero padiglione supera i 500 mq ma, nelle suddivisioni fatte in sede contrattuale, queste quadrature sono state parcellizzate, assegnando a più soggetti giuridici porzioni dello stesso padiglione.
Perché in questi casi non è stata applicata la riduzione riportata nell’articolo del Regolamento Tari sopracitato?

I Cantieri Culturali alla Zisa sono oggi considerati un sistema d’eccellenza a livello internazionale per quanto concerne la produzione di valore culturale e la creazione di posti di lavoro nel settore dell’industria creativa. Secondo i dati del Bilancio Sociale 2019 i Cantieri Culturali hanno impiegato per le proprie attività 433 persone.
Come indicato nel Regolamento Tari (articolo 11, punto 4) per le attività produttive che creano nuova occupazione è prevista una riduzione in misura percentuale sul numero di dipendenti a tempo indeterminato assunti. Nello specifico, l’articolo indica la tabella di calcolo della riduzione: da 1 a 5 dipendenti riduzione del 30%, da 6 a 10 dipendenti riduzione del 40%, oltre i 10 dipendenti riduzione del 50%.
Ricordiamo che per il mancato frazionamento degli spazi all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa, i beneficiari degli sgravi non hanno potuto presentare alcuna documentazione in quanto non esiste alcun “sub” nei dati catastali – richiesto nella modulistica – che indichi la relativa pertinenza: i concessionari dei singoli spazi non potevano certo dichiararsi concessionari di tutta l’area dei Cantieri Culturali alla Zisa o estendere all’intera area, e a tutti i suoi utilizzatori, lo sgravio.
Perché non è stata applicata questa dovuta riduzione ai soggetti assegnatari dei padiglioni dei Cantieri Culturali alla Zisa?
Questa tematica è stata al centro di molti incontri con l’Amministrazione senza che se ne sia mai venuti a capo: da un lato essendo un'unica particella i Cantieri Culturali alla Zisa non possono godere di una serie di servizi, dall’altro li si considera impropriamente un condominio al momento di conteggiare i tributi.
 
Non entriamo, infine, in questa sede, nel merito degli errori materiali compiuti dagli uffici nel calcolo delle Tari (anni di imposta chiesti per locali non più o non ancora nella disponibilità delle Associazioni, errato calcolo dei mq, ecc.) e che sono stati affrontati dalle singole realtà con istanze o ricorsi che, visto che non sono scaduti i termini per la risposta dell’Amministrazione, ovviamente non si sono trasformati ancora in contenziosi legali, nonostante ciò che afferma la Dott.ssa Mandalà.
 
Su tutte le questioni indicate, ribadiamo tecniche e non politiche, la Dott.ssa Mandalà, non solo ha scelto di non fornire alcuna risposta, ma ha, anzi, ritenuto di poter offendere gravemente le nostre organizzazioni.
 
Come Arci Palermo e ETS Cantieri Culturali alla Zisa chiediamo immediate e formali scuse dell’Amministrazione per le affermazioni diffamatorie fatte dalla Dott.ssa Mandalà durante un atto pubblico come la seduta di una Commissione e, inoltre, chiediamo che sia data risposta formale e immediata alle tematiche sollevate.
 
Cordiali saluti.
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