“Il Teatro e i suoi giochi sono questione di esperienza, di trasmissione orale, fisica e di tempo. Indispensabili per l’iniziazione (…) solo il corpo coinvolto nel lavoro può veramente cogliere l’esattezza di un movimento, l’evidenza di uno spazio (…) i personaggi sono continuamente sottoposti all’emergenza per vivere.”  Jacques LeCoq, il Corpo Poetico
 
Il corso si propone di trasmettere agli allievi gli strumenti fondamentali del mestiere dell’attore, seguendo una pedagogia rigorosa che tiene sempre il performer al centro del processo creativo.
Durante l’intero percorso si imparerà e si affinerà l’arte dell’improvvisazione e della drammaturgia dinamica, intese come cellula fondamentale di ogni creazione drammaturgica.
 
Il programma d’insegnamento si articolerà su due livelli: uno orizzontale, riguardante le singole materie studiate intese come tappe conoscitive, e uno verticale che corrisponde all’innalzamento del livello del gioco teatrale.
Alla fine di ogni Modulo è prevista dimostrazione pubblica.
Ogni settimana saranno 12 le ore di insegnamento proposte ai partecipanti, suddivise in 4 sessioni di lavoro da 3 ore ciascuna (lunedì, martedì, giovedì e venerdì).

Scarica qui il Programma dei laboratori e la relazione pedagogico-formativa



CRISTINA COLTELLI

Attrice, autrice, regista e insegnante di Teatro fisico e Commedia dell'Arte.
La sua formazione avviene tra l'Italia, la Francia e l'Inghilterra, dove studia con i Maestri Jaques Le Coq, Alessandra Galante Garrone, Ariane Mnouchkine, Enrico Bonavera; consegue un Master in messa in cena shakespeariana presso la R.A.D.A di Londra.
Dopo anni di gavetta in patria e all'estero è a Palermo che organizza quattro Giornate Mondiali della Commedia dell'Arte (ideate dal SAT) con ospiti importanti come Ferruccio Soleri ed Enrico Bonavera, diventando il punto di riferimento principale per il Teatro Maschera in Sicilia.
La sua ricerca personale si basa sulla commistione di tradizione e contemporaneo con particolare attenzione al personaggio archetipo di Arlecchino che interpreta dall'età di 19 anni. il suo "Arlecchino Occulto" apre il documentario "Attraversando il Bardo" diretto da Franco Battiato.

Scarica qui il Curriculum Vitae di Cristina Coltelli



ORARI SETTIMANALI dal 23 Ottobre 2017
Lunedì dalle 16 alle 19
Martedì dalle 16 alle 19
Giovedì dalle 16 alle 19
Venerdì dalle 16 alle 19

DOVE
Arci Tavola Tonda
Cantieri Culturali alla Zisa
Padiglione 18A
Via P. Gili n. 4
Palermo

COSTI
Il costo per la partecipazione a ciascun modulo è di 300 EURO. La quota di iscrizione di ciascun modulo non è rimborsabile.
Chi partecipa a tutti i moduli potrà accedere gratuitamente al CORSO INTERNAZIONALE DI COMMEDIA DELL’ARTE, in programma per giugno 2018.
Le iscrizioni per il MODULO I - IL RACCONTO MUTO. Dalle leggi primarie alla Maschera Neutra dovranno pervenire entro il 13 ottobre 2017, con un anticipo di 100 euro non rimborsabili.
Il costo della tessera Arci in corso di validità, per chi non la possedesse, è inclusa nella quota di partecipazione.


Per info e iscrizioni:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
389 0561137


PROGRAMMA DEI LABORATORI


IL PRIMO ANNO

MODULO I
IL RACCONTO MUTO. Dalle leggi primarie alla Maschera Neutra
 
In questo primo modulo si affronterà tutto il processo che precede la parola e il testo. Prima ancora che l’attore parli, il suo corpo e le sue percezioni devono essere in accordo con ciò che è chiamato a dire.
Attraverso lo studio della fisicità e del concetto di pre-espressività, Lo studio e la pratica delle tecniche di improvvisazione silenziosa, gli allievi impareranno alcune leggi fondamentali della composizione scenica dando la possibilità al performer di creare una scena nel momento esatto in cui avviene, unendo ed esercitando intuizione/attenzione del singolo attore insieme ad una rigorosa forma compositiva.
 
LA MASCHERA NEUTRA: Strumento pedagogico di grande impatto in tutta la pedagogia contemporanea, il percorso con la Maschera Neutra aiuta l’attore a spostare il centro di attenzione/percezione (e dunque di reaione) dalla faccia a tutto il resto del corpo, suggerendogli anche nuovi modi su come usarlo.

Materie:
Il lavoro si svolgerà lungo il seguente canovaccio:
  • Studio e sviluppo della ricerca teatrale silenziosa (metodo evolutivo, che va da ciò che è più semplice a ciò che è più complesso)
  • Sviluppo dell’espressività corporea attraverso l’uso della maschera Neutra
  • Presenza scenica e pre-espressività
  • Tecnica di palcoscenico
  • Scoperta del gioco teatrale e delle sue regole
  • Alterazione del comportamento quotidiano per lo sviluppo di una presenza scenica efficace
  • Creazione del Personaggio e il suo rapporto con gli oggetti, il pubblico, gli altri personaggi.
 
PERIODO:  23 ottobre - 8 dicembre 2017


MODULO II
LA PAROLA E IL GESTO

Docenti:
CRISTINA COLTELLI (Improvvisazione, Analisi del testo, maschera espressiva)
ENRICA VOLPONI (fonetica, dizione e recitazione)
 
Oltre ad approfondire le leggi sceniche dell’improvvisazione e sviluppare una drammaturgia dinamica, gli allievi saranno affiancati da un insegnante di fonetica che insegnerà loro non solo ad un usare la voce in maniera corretta e senza rischi, ma anche a farne un vero e proprio strumento.
Strumento messo subito alla prova nelle lezioni di recitazione dove agli allievi sarà affidato il compito di creare una loro versione fisica e vocale di un personaggio della drammaturgia classica.
Il percorso pedagogico delle maschere continua con le maschere espressive

MATERIE:
  • Tecniche avanzate di improvvisazione e drammaturgia dinamica
  • Le maschere espressive (il punto motore del personaggio)
  • Analisi del testo
  • Recitazione
  • Fonetica e dizione
PERIODO: 8 gennaio - 22 febbraio 2018



MODULO III
LA PANTOMIMA E LE MASCHERE LARVALI

Docenti:
CRISTINA COLTELLI (improvvisazione, pantomima e maschere larvali)
Arci Tavola Tonda (Canto, musica, danze)
 
In questo bimestre si lavorerà più in profondità nel linguaggio corporeo attraverso la pantomima e le maschere larvali che alzano il livello del gioco dell’improvvisazione.
Parallelamente a questo sarò proposto un corso monografico scelto dalla direzione in base ai risultati. I corsi proposti saranno orientati sui seguenti temi:
 
  • Regia e Autoregia
  • Danze Popolari
  • Canto/Strumento musicale
  • Approfondimento Testi Classici o Contemporanei
  • Tecniche Specifiche (Es: Narrazione, Clown, Stand up Comedy, Costruzione della Maschera)
PERIODO: 5 marzo - 20 aprile 2018



MODULO IV
LE DINAMICHE DELL’ALLESTIMENTO
 
Arci Tavola Tonda

L’anno si chiuderà con un allestimento totalmente gestito dagli allievi: su una rosa di tre testi scelti dalla Direzione, gli allievi dovranno occuparsi di tutto l’iter che porta alla rappresentazione finale: scelta delle parti, regia, costumi, eventuale budget, articolazione delle prove. Il tutto supervisionato dall’insegnante che fisserà delle consegne temporali che ogni categoria dovrà rispettare.
Lo spettacolo finale, oltre a essere proposto all’interno della scuola, sarà valutato per l’inserimento in alcuni festival.

PERIODO: 3 Maggio - 16 giugno 2018


 
GLI ALLIEVI CHE HANNO FREQUENTATO E COMPLETATO TUTTI I MODULI ACCEDERANNO AUTOMATICAMENTE E GRATUITAMENTE AL CORSO INTERNAZIONALE DI COMMEDIA DELL’ARTE come uditori o come partecipanti, a seconda del livello raggiunto gruppo.
 
ATTENZIONE: Al MODULO IV possono partecipare solo gli allievi che hanno frequentato e completato almeno due dei tre moduli precedenti.
Chi volesse può comunque iscriversi al Corso Internazionale di Commedia dell’Arte.
 
 
 
IL SECONDO ANNO
Potranno frequentare il secondo anno solo gli allievi che hanno frequentato e concluso tutti e quattro i moduli del primo anno, indipendentemente dalla partecipazione o meno al Corso internazionale estivo. Verranno fatte delle eccezioni su base di provino individuale solo se il numero di allievi non dovesse raggiungere le 10 unità.

I moduli bimestrali saranno utilizzati per corsi monografici che faranno affrontare agli allievi diversi stili di recitazione e messa in scena insieme a docenti della scuola, registi e Maestri ospiti.

I temi saranno scelti di volta in volta dalla Direzione all’inizio dell’anno scolastico in base al livello e alle esigenze didattiche del gruppo di allievi frequentanti.
Le messe in scena finali saranno valutate per inserimenti in festival o circuiti.
Temi: La Tragedia Greca, I Buffoni, La Commedia dell’Arte, Autori Classici, il teatro Naturalista, L’Avanspettacolo, il Teatro Orientale e la Maschera, L’Attore Quantico e altro.



RELAZIONE PEDAGOGICO-INFORMATIVA

di Cristina Coltelli


Cosa vuol dire Racconto “muto”, una riflessione sul linguaggio

Quando ad un allievo viene chiesto di “fare” qualcosa in scena, una qualsiasi, in libertà, istintivamente questi si metterà a parlare.  Cercherà di riempire quel silenzio imbarazzante, quell’ansia da prestazione, con il maggior numero di parole, battute e repertori celebri che conosce o ricorda.

Eppure gli si era chiesto di “fare”, non di “dire”.

Spesso si cade nell’equivoco che stare su un palco significhi dire bene e a tempo le battute. Questo senz’altro. Ma non bisogna mai perdere di vista il perché si dicano determinate battute anziché altre.La parola, il linguaggio, sono il risultato, sempre in evoluzione, di un processo di necessità. Le parole “ti amo” sono state create e vengono pronunciate per dare un codice universalmente comprensibile a un fenomeno sia spirituale che fisico, che viene prima della parola stessa.  E dunque non può esserci parola che abbia peso o che risulti “ben detta” se manca di quella necessità fisica ed emotiva che ne giustifica l’esistenza.

Scopo del laboratorio è riportare l’allievo ad uno stato di attenzione e necessità, nell’esplorazione di tutto ciò che precede, giustifica, crea e innalza la parola.

Quale Metodo

L’obbiettivo di questo percorso è la realizzazione di un giovane teatro di creazione, saldamente ancorato a solide tradizioni, portatore di linguaggi in cui il “gioco” fisico degli attori sia sempre presente.

L’atto della creazione è cercato e stimolato continuamente attraverso l’improvvisazione, prima traccia fondamentale di qualsiasi scrittura drammaturgica. Il corpo diventa primo elemento di riconoscimento della realtà che poi andrà in scena. Questo permette ad ogni allievo di fare un percorso collettivo ma anche molto personale, mettendolo nelle condizioni di comprendere, modificare e scegliere le strategie da usare nel processo creativo (sia comico che tragico).


La Pedagogia della Maschera

La Maschera e il Teatro sono concetti indivisibili. Il teatro nasce con e dalle maschere. Se ne trovano in qualsiasi civiltà, sono alla base di qualsiasi forma di rituale collettivo e manifestazione drammaturgica, si pensi al Kabuki giapponese, il  Kathakali e il teatro popolare balinese, le maschere della tragedia greca, alla Commedia dell’Arte, tanto per citare le più importanti.

La maschera racchiude la sintesi del teatro, è gioco puro. Quando un attore usa (bene…) una maschera sta dichiarando al pubblico che è tutto falso. Tutto un gioco. Tutta una maschera. E il pubblico lo sa. Ma allo stesso modo, con quella maschera l’attore sta creando con la gente un codice preciso, lo sta invitando a giocare, gli chiede un atto di fede, di fare “come se fosse”, come non potrebbe mai essere nella realtà, o forse si, chi lo sa…andiamo…per sentieri che mai potrebbero essere percorsi senza una maschera in faccia.

L’oggetto maschera è dunque uno strumento e un alleato prezioso del teatro e soprattutto dei suoi attori che sono costretti a re-inventare il loro comportamento scenico secondo le leggi che la maschera impone.

Ho detto impone.

Perché se non la si usa correttamente o sottovalutando lo strumento, il risultato è, sempre, ridicolo. L’atto di fede richiesto si trasforma in un tradimento che il pubblico non perdonerà. La Maschera neanche.


La Maschera Neutra

“La straordinaria intuizione”

Negli anni 30 a Parigi, al Teatro Vieux Colombier, lavorava un acuto regista che si chiamava Jaques Coupeau. Era solito fare improvvisare i suoi attori bendando loro non solo gli occhi, ma tutta la faccia. Non aveva altri mezzi per esplorare la sua intuizione…

Dalla fine del 700 ai primi del 900 il teatro occidentale aveva progressivamente messo da parte il teatro fatto con le maschere fino addirittura a perderne coscienza e metodi artigianali. Il tutto a vantaggio e sviluppo di altri stili, come il melodramma. Tuttavia Coupeau notava che i suoi attori quando erano bendati lavoravano meglio. Erano più reattivi, dalla testa ai piedi. Recepivano gli stimoli che lui dava loro, non solo con la testa, ma con tutto il corpo.

“Amleto e gli altri due…”

Gli “altri due” sono nientepopodimenocché Giorgio Streheler e Jaques Lecoq, rispettivamente tra i più importanti registi e pedagoghi conosciuti. Entrambi, per realizzare i loro sogni geniali, hanno avuto bisogno di un piccolo uomo, che aveva tutti i requisiti per entrare zitto zitto in una delle favole più commoventi del teatro moderno:

Quest’uomo era di Padova (città dove si rinviene il primo atto di costituzione di una compagnia di Commedia dell’Arte), faceva lo scultore e si chiamava Amleto. A lui fu affidato il compito di recuperare la maestranza artigianale della fabbricazione delle maschere, in un viaggio straordinario che purtroppo non sta in questa relazione.

Insieme a Jaques Lecoq, Amleto Sartori crea la maschera neutra, una maschera senza espressione, senza psicologia, senza paura, che sopprime sul nascere il pensiero pesticida dell’attore.


“La seconda nascita”

Da allieva, da insegnante e da attrice dico che, ogni volta che ho visto un compagno, un collega o un allievo usare per la prima volta la maschera neutra questa ha sempre avuto un forte impatto sul suo esecutore. Come se si fosse ricordato di qualcosa di atavico che aveva completamente dimenticato, ma che è lì, sotto le braci, pronto a essere risvegliato e addestrato al gioco del teatro.

 

Le Maschere Larvali

Sempre Lecoq, in quel di Basilea, Svizzera, si imbatte nel suo carnevale storico, popolato da maschere surreali e colorate. Private del loro colore, tutte bianche, a Jaques sembrano ancora più interessanti e se ne porta un po’ nella sua scuola…il risultato è un sogno…

 

“La surreale concretezza”

Le maschere larvali hanno una loro psicologia, accennata in tratti grotteschi che forniscono all’attore una traccia da seguire e da completare col proprio corpo. Sono maschere intere, non si può parlare sotto, e dunque si esprimono in una surreale sospensione dove il corpo dell’attore, unito alle sue intuizioni, è il concreto motore drammaturgico della scena. Difficilissime da usare a causa della visibilità limitata, le maschere larvali spingono l’allievo a sviluppare il processo creativo all’interno di una rigida disciplina esecutiva.

 

“…and on we merrily go...” 



Per ulteriori informazioni

www.herlaking.it

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