Memorie del Corpo, della Voce e del Ritmo

Memorie del Corpo, della Voce e del Ritmo



"La percezione musicale [é] associata all'attivazione di una rete estesa che coinvolge molte aree del cervello - aree uditive, corteccia motoria, aree visive, gangli basali, cervelletto, ippocampo e amigdala. Rispetto a qualsiasi altra attività, la musica fa ricorso a un numero decisamente maggiore di aree cerebrali.
[...] Sebbene nel cervello vi siano sistemi funzionali separati per la percezione di tono, timbro, ritmo ecc., nel caso della musica le reti del cervello lavorano insieme, [...] noi apprendiamo un brano musicale come UN TUTTO.
[...] La danza permette di sviluppare un senso della posizione e del movimento (propriocezione e immagine corporea) straordinariamente intenso".
Oliver Sacks, Allucinazioni (Adelphi)

Il cerchio è tra le più arcaiche strutture di condivisione del movimento, del canto e del ritmo.
Sia come forma metaforica che come forma concreta, è nel cerchio che nascono la comunità e la comunicazione - sia essa fisica, vocale o ritmica.
Queste tre modalità d'espressione s'intrecciano, alla loro nascita, in maniera inestricabile: la vocalità è il principio di ogni forma di comunicazione emotiva e verbale che diverrà canto e poi parola; il ritmo è alla base del movimento e della percussione sonora.
TUTTO NASCE DAL CORPO (dal battito cardiaco, dal movimento del passo, dalla respirazione che diventa suono) E DALLA RELAZIONE (tra le madri e i piccoli, tra giovani e adulti, tra le donne e gli uomini, tra esseri umani e Cosmo...).
Attraverso il canto, la musica e il ritmo abbiamo iniziato il lunghissimo processo che ci sta ancora trasformando in esseri umani. Attraverso la propriocezione, il movimento e il suono condivisi abbiamo creato il senso del sé e il senso dell'appartenenza a un gruppo, e abbiamo dato il via alla nascita della coscienza.
Troviamo le tracce più antiche di questo processo nei manufatti archeologici, nell'arte pittorica e nei petroglifi che mostrano danze in cerchio o intrecciate vecchie centinaia di migliaia di anni.
Anche in Sicilia sono state rinvenute, su terrecotte siceliote del IV e III sec. a.C., triadi di donne che danzano, suonano e cantano all'interno di rituali o di contesti festivi.
Ancora oggi nelle culture native dei cinque continenti le circle dances accompagnano i momenti cardine del ciclo dell'anno, e molti musicisti e performer oggi continuano a nutrirsi di queste tradizioni, reinterpretandole con spirito e necessità moderne (tra gli altri Layne Redmond, Artur Hull, Bobby McFerrin, Ewa Benesz, solo per citarne alcuni). Ma queste tracce sono anche, e soprattutto, DENTRO i nostri corpi e nelle nostre pulsioni fisiologiche più arcaiche: basta osservare, ascoltare, e ricordare!
Il corpo è la casa in cui il nostro io nasce, cresce, abita. Può farlo da ospite, sentendosi perennemente 'fuori luogo' e fuori centro, o può farlo da padrone di casa: con quella sensazione di APPARTENENZA a se stessi che é difficile descrivere a chi non l'ha provata, ma la cui mancanza fa sentire costantemente orfani o esuli.
A partire dal corpo, quindi, lavoreremo sulla percezione fisica, sulla postura verticale e sull'utilizzo del passo e del movimento degli arti come mezzo ritmico di relazione; sulla nostra respirazione e sulla nostra capacità di produrre suoni articolati, melodici e ritmici; sull'utilizzo del corpo come percussione per, finalmente, combinare insieme suoni e movimenti in un insieme poliritmico.

Docente: Barbara Crescimanno

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