Said Benmsafer

Said Benmsafer

Said Benmsafer studia al conservatorio di Marrakesh e si specializza in ud, flauto ney e percussioni.
In Marocco svolge una intensa attività musicale con l' associazione musicale Atlas che si occupa di musica andalusa e muashah.
Oggi vive a Palermo dove è impegnato in diverse collaborazioni con il Laboratorio Aglaia di Etnomusicologia dell’Università di Palermo, tra cui ricordiamo:
- Epifanie sonore, con Gaetano Costa, Casa Museo Antonino Uccello, Palazzolo Acreide SR, 2 gennaio 2005;
- Funduk, héritage, recherche, création, concerto finale del laboratorio tenuto presso l’università di Palermo, Sala Magna di Palazzo Steri (Pa), 29 febbraio 2008;
- Funduk, héritage, recherche, création, concerto presso il Palais Ennejma Ezzahra, Sidi Bou Said (Tunisi), 8-11 aprile 2008;
 - “Notte dell'interculturalità e del dialogo”, Teatro Nuovo Gregotti, Università di Palermo viale delle Scienze, Palermo, 30 maggio 2009.

Tra le collaborazioni anche: la composizione della colonna sonora di "Vulpitta Residence" (2008), di Martino lo Cascio; la partecipazione al documentario "I poeti arabi di Sicilia" del regista egiziano Mohamed Kenawi per Al Jazeera Documentary Channel (2009).

 

Attualmente si dedica allo studio del repertorio tradizionale-contemporaneo arabo con uno sguardo rivolto verso la musica occidentale, ed è coordinatore del progetto Khumasi-Al Tarab (estasi di musica), in cui collabora con:
Alessandro Puglia: Violino;
Francesco Manfrarino: Contrabbasso;
Carmelo Graceffa: Riqq, Bendir;
Vincenzo Castellana: Dar’boukah.

Dalla presentazione del progetto Khumasi-Al Tarab:
“Il Mediterraneo è un'idea, più che un luogo geografico; è la storia di uno scontro e di uno scambio millenari tra civiltà.
Inseguendo le linee fittissime del confronto tra le culture che si affacciano nel Mare Nostrum, si possono rintracciare i segni di una circolazione continua di uomini, materiali ed idee. L'arte in particolare, dalla letteratura alla musica, ha tratto frutti fecondi da questo incontro, favorendo profonde interazioni tra le varie identità etniche.
Ed è proprio da questo processo osmotico intriso di millenaria cultura che nasce l’idea di uno spettacolo che mette in luce poesia e suono, letteratura e musica, attraverso una perfetta sinergia tra voce recitante e organico musicale. La presenza viva della profonda e preziosa cultura araba narrata per mezzo di poesie, monologhi e racconti, resi ancora più significativi da un sapiente accompagnamento musicale che accarezza la delicata essenza delle parole pronunciate.
Il progetto Khumasi-Al Tarab, nel proprio viaggio sul crinale tra Oriente e Occidente, tocca repertori di numerose tradizioni colte e popolari, del Medio Oriente (Turchia, Iraq, Iran) e del Maghreb (Egitto, Tunisia, Marocco). Seguendo la trama che unisce gli elementi culturali e musicali, il quintetto accarezza, inoltre, il repertorio dell'Andalusia, terra araba in piena Europa, che rimane anello di congiunzione tra le due identità, tra medioevo e contemporaneità...
Khumasi-Al Tarab è anche un ambizioso progetto compositivo, che osa scrivere brani propri in stile di varie tradizioni, che sa arrangiare ora secondo prassi ora con libertà, che crede più nella contaminazione intelligente che nella filologia cieca”.

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